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Azione Revocatoria Separazione

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione revocatoria separazione: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria separazione promossa dall'amministrazione finanziaria contro un contribuente. Quest'ultimo aveva trasferito l'intero patrimonio immobiliare alla moglie e alle figlie nell'ambito di un accordo di separazione, subito dopo aver ricevuto un accertamento fiscale milionario. La Corte ha stabilito che la pendenza di un giudizio sul debito non sospende la revocatoria e che gli accordi di separazione non scudano i trasferimenti fraudolenti.
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Azione revocatoria separazione: i trasferimenti di beni
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia dei trasferimenti immobiliari tra coniugi avvenuti durante la separazione consensuale. Il caso riguarda un'azione revocatoria per separazione intentata da un creditore contro due coppie, i cui mariti, garanti di debiti societari, avevano ceduto beni alle mogli. La Corte ha stabilito che tali atti, pur inseriti in accordi di separazione, danneggiavano le ragioni del creditore e che i coniugi beneficiari erano consapevoli del pregiudizio, data la loro vicinanza alle vicende societarie. Viene così rigettata la tesi difensiva secondo cui tali trasferimenti fossero atti dovuti e quindi non revocabili.
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Azione revocatoria separazione: quando è revocabile
La Corte di Cassazione analizza un caso di azione revocatoria contro un trasferimento immobiliare avvenuto tramite accordi di separazione consensuale. Un creditore ha agito per dichiarare inefficace la cessione del 50% di un immobile dal marito debitore alla moglie. La Corte ha accolto parzialmente il ricorso del debitore, annullando la decisione di merito per insufficiente prova della 'scientia damni', cioè della consapevolezza di arrecare un danno al creditore. La Suprema Corte ha chiarito che il solo fatto che il debitore svolga un'attività imprenditoriale non è una prova presuntiva sufficiente a dimostrare la sua intenzione di frodare i creditori, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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