Il comandante di un peschereccio in avaria è stato condannato per aver creato un pericolo di naufragio. Invece di dirigersi verso i porti sicuri più vicini, ha concordato un rimorchio non autorizzato per oltre 400 miglia in condizioni di mare estreme. L'operazione, eseguita con mezzi inadeguati che si sono rotti più volte, si è svolta senza informare le autorità marittime. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che la scelta consapevole di un tragitto lungo e pericoloso, invece di opzioni più sicure, integra il reato di pericolo di naufragio, a prescindere dalla responsabilità del comandante della nave soccorritrice. La sua decisione ha creato una concreta probabilità di disastro.
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