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Atto Interruttivo

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Provvedimenti

Notifica cartella e prescrizione contributi INPS: ricorso respinto
Una società ha contestato una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi agricoli non versati. L'azienda sosteneva la prescrizione contributi INPS anteriore alla notifica della cartella esattoriale, asserendo di non averla mai ricevuta. I giudici di merito hanno accertato la regolare notifica dell'atto nel 2009, confermata anche da dichiarazioni confessorie della stessa impresa in un precedente giudizio, nonché la tempestiva notifica di atti interruttivi successivi. La mancata opposizione entro quaranta giorni ha reso definitivo il debito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, confermando la piena validità del credito previdenziale.
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Prescrizione cartelle di pagamento: la sola relata non basta
Il Contribuente ha impugnato un avviso di intimazione relativo a quarantotto cartelle di pagamento. L'Agente della Riscossione aveva depositato in giudizio soltanto le relate di notifica e non la copia integrale degli atti e delle comunicazioni ipotecarie. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino. I giudici hanno stabilito che la semplice relata di notifica non prova il contenuto del credito e non dimostra l'interruzione dei termini. Inoltre, la Corte ha ribadito la regola sulla prescrizione cartelle di pagamento: mentre i tributi erariali si prescrivono in dieci anni, per sanzioni e interessi si applica la prescrizione quinquennale, in mancanza di una sentenza definitiva. La causa dovrà essere riesaminata dal giudice di merito.
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Usucapione dell’area condominiale: la recinzione vince i rogiti
I Condomini hanno citato in giudizio La Costruttrice per ottenere la restituzione di un terreno di 922 metri quadrati, sostenendo la natura comune dell'immobile. La Costruttrice ha eccepito l'avvenuta usucapione dell'area condominiale, avendola recintata e usata in via esclusiva fin dal 1975. I Condomini sostenevano che la vendita di alcuni appartamenti negli anni '80 con indicazione del mappale originario avesse interrotto i termini per usucapire. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, stabilendo che la semplice menzione del mappale nei rogiti non interrompe il possesso esclusivo. Per impedire l'usucapione occorrono atti giudiziali o la privazione materiale del bene. La recinzione manifesta chiaramente l'intenzione di possedere l'area in via esclusiva, consolidando l'acquisto del diritto.
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Sospensione della prescrizione: salvi i crediti degli enti
Un debitore ha contestato la richiesta di pagamento di contributi previdenziali e assistenziali notificata tramite intimazione. I giudici territoriali hanno accolto la tesi del cittadino, dichiarando estinto il debito per decorso dei cinque anni e applicando una sospensione ridotta dei termini. Gli enti creditori e l'agente della riscossione hanno impugnato la pronuncia davanti alla Corte di Cassazione. I giudici supremi hanno ribaltato la decisione, stabilendo che all'intimazione di pagamento si applica la sospensione della prescrizione per l'intero periodo di emergenza pari a 542 giorni, ai sensi della disciplina speciale sulla riscossione. La Suprema Corte ha quindi accolto il ricorso degli enti creditori, annullando la sentenza impugnata.
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Prescrizione crediti erariali: termine decennale o quinquennale
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento relativa a cinquanta cartelle esattoriali, ottenendone l'annullamento parziale in appello per prescrizione quinquennale. L'Agente della Riscossione ha proposto ricorso per cassazione, contestando l'omessa valutazione degli atti interruttivi e l'errata applicazione dei termini di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente di riscossione. I giudici hanno chiarito che in tema di prescrizione crediti erariali, le imposte statali come IRPEF, IRAP e IVA si estinguono nel termine ordinario di dieci anni, mentre solo sanzioni e interessi seguono il termine breve di cinque anni. La sentenza di secondo grado è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame dei singoli debiti.
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Gestione separata avvocati: contributi validi ma sanzioni nulle
L'INPS ha richiesto a un avvocato il pagamento dei contributi previdenziali e delle relative sanzioni per l'anno 2010 tramite iscrizione d'ufficio. La professionista ha impugnato l'avviso eccependo la prescrizione quinquennale del credito e contestando l'applicazione delle sanzioni civili. La Corte di Cassazione ha stabilito che i contributi per la Gestione separata avvocati restano dovuti perché la proroga governativa dei termini di versamento ha reso tempestivo l'atto interruttivo dell'ente. Tuttavia, i giudici hanno annullato integralmente le sanzioni civili in forza della pronuncia di incostituzionalità che tutela il legittimo affidamento dei professionisti per le annualità precedenti al 2011.
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Usucapione della servitù di distanza: salva la casa abusiva
I proprietari di un immobile hanno chiesto la riduzione in pristino del fabbricato confinante, costruito a distanza inferiore a quella stabilita dai regolamenti locali. L'azione giudiziaria originaria non ha però coinvolto tutte le comproprietarie dell'edificio contestato. Una delle comproprietarie escluse ha quindi fatto valere in giudizio l'usucapione della servitù di distanza, avendo posseduto l'immobile visibile per oltre venti anni senza interruzioni legali nei suoi confronti. La Corte di Cassazione ha confermato che l'eventuale natura abusiva del manufatto non impedisce l'acquisto del diritto reale, poiché la violazione edilizia rileva solo verso la pubblica amministrazione. La Suprema Corte ha respinto il ricorso principale e quello incidentale, stabilendo che il diritto di mantenere l'edificio a distanza ridotta si è pienamente consolidato.
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Prescrizione del reato: condanna per droga annullata
L'Imputato veniva condannato per la detenzione e la cessione di sostanze stupefacenti in concorso con un minorenne, fatto avvenuto nel mese di novembre 2016. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha constatato che il termine massimo di prescrizione, pari a sette anni e sei mesi tenuto conto della fattispecie aggravata, era scaduto prima della sentenza emessa dalla Corte d'Appello. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando il reato completamente estinto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta dell'ente previdenziale per il versamento di contributi non versati per l'anno 2010 alla Gestione Separata, sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del tempo. Secondo il contribuente, il termine quinquennale decorreva dalla scadenza originaria del 16 giugno 2011, rendendo tardiva la richiesta ricevuta il 5 luglio 2016. La Suprema Corte ha respinto il ricorso. I giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del pagamento, tenendo conto delle proroghe fiscali disposte per legge. Poiché un decreto ministeriale aveva differito il termine al 6 luglio 2011, la richiesta di pagamento notificata il 5 luglio 2016 ha interrotto validamente il termine. Il professionista deve quindi versare l'intero importo richiesto.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'INPS ha richiesto a una lavoratrice autonoma il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009 tramite avviso di addebito. I giudici di merito avevano dichiarato estinto il credito per decorso del termine quinquennale, individuando la decorrenza nel termine ordinario del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito accogliendo il ricorso dell'INPS. I Supremi Giudici hanno stabilito che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale nel 2010 era stata prorogata per legge al 6 luglio. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 2 luglio 2015 ha interrotto tempestivamente i termini.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per contributi non versati relativi all'anno 2012. L'ente ha inviato la richiesta interruttiva a fine luglio 2018, ritenendola tempestiva rispetto alla data di proroga con maggiorazione dello 0,40 per cento scaduta il 20 agosto 2013. Il professionista ha sostenuto invece la maturata prescrizione contributi Gestione Separata, calcolando il termine dalla prima scadenza ordinaria dell'8 luglio 2013. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Corte ha stabilito che la facoltà di pagare con maggiorazione di interessi non sposta la data di decorrenza della prescrizione.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop a richieste INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2005. L'istituto ha notificato la richiesta di versamento oltre i cinque anni dalla scadenza del termine di pagamento. L'ente pubblico sosteneva che la mancata compilazione del quadro dedicato nella dichiarazione dei redditi costituisse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere il decorso del tempo. I giudici di merito hanno respinto la pretesa dell'istituto e la Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della pretesa. La Suprema Corte ha chiarito che il termine per la prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza originaria di pagamento e non subisce sospensioni automatiche per la sola omessa compilazione dichiarativa.
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Opposizione a cartella di pagamento: niente termini se prescritta
Un cittadino ha contestato un debito per sanzioni stradali scoperto tramite estratto di ruolo, eccependo la mancata notifica degli atti e l'avvenuta prescrizione della pretesa economica. Il Tribunale ha respinto l'istanza ritenendola tardiva rispetto al termine di trenta giorni. La Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito, accogliendo il ricorso del cittadino. I giudici hanno chiarito che l'opposizione a cartella di pagamento fondata su fatti estintivi sopravvenuti, come la prescrizione quinquennale, costituisce una vera e propria opposizione all'esecuzione. Questo tipo di rimedio non subisce la decadenza dei trenta giorni e può essere azionato senza limiti temporali per contestare il diritto alla riscossione.
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Usucapione abbreviata e acquisto: la Cassazione fissa l’udienza
Alcuni acquirenti compravano un terreno e un rustico da soggetti dichiaratisi proprietari esclusivi per possesso prolungato. I comproprietari esclusi avviavano un'azione legale per far riconoscere la comproprietà del bene. La Cassazione in precedenza valorizzava il possesso decennale per valutare l'usucapione abbreviata. I comproprietari originari hanno quindi proposto ricorso per revocazione, segnalando un errore di fatto decisivo: un precedente atto giudiziario aveva interrotto il decorso del tempo decennale ed era assente la buona fede iniziale. La Suprema Corte ha ritenuto non manifestamente inammissibile il ricorso e ha rimesso la causa alla pubblica udienza.
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Prescrizione del reato: la recidiva blocca lo sconto del tempo
Un imputato, condannato per cessione di stupefacenti di lieve entità con l'aggravante della recidiva specifica reiterata infraquinquennale, ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa sosteneva che fosse maturata la prescrizione del reato nel periodo intercorso tra la sentenza di primo grado e quella di appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che, ai fini del calcolo del termine ordinario, l'aumento di due terzi previsto per la recidiva speciale si applica alla pena edittale massima del reato. Di conseguenza, il termine minimo di prescrizione ammonta a sei anni e otto mesi, lasso temporale non ancora decorso tra i due gradi di giudizio. L'imputato perde il ricorso e subisce la condanna definitiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
Un professionista riceve dall'ente previdenziale una richiesta di pagamento per la contribuzione dovuta all'INPS per l'anno 2009. Il contribuente eccepisce l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di merito ritengono tardiva la richiesta dell'istituto, fissando l'avvio del conteggio alla scadenza ordinaria di giugno 2010. La Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che il termine iniziale coincide con la scadenza effettiva del versamento, la quale era stata prorogata al 6 luglio 2010 da un decreto ministeriale. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato al professionista il 30 giugno 2015 risulta tempestivo. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data differita di pagamento, con pieno accoglimento delle ragioni dell'ente creditore.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo scaduto il termine quinquennale di prescrizione contributi Gestione Separata, calcolato a partire dal 16 giugno 2010. L'ente ha impugnato la decisione sostenendo che un decreto governativo aveva differito la scadenza del pagamento al 6 luglio 2010, rendendo tempestiva la richiesta inviata il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: la proroga generale dei versamenti sposta in avanti anche il momento iniziale della prescrizione. La richiesta dell'ente è quindi pienamente valida ed efficace.
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Prescrizione contributi Gestione Separata tra scadenze e proroghe
L'Ente Previdenziale ha richiesto il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008 a un libero professionista iscritto all'albo ma non alla cassa autonoma. Il Professionista ha contestato l'addebito, sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso di cinque anni dal termine originario del 16 giugno 2009. L'Ente ha invece dimostrato di aver notificato la richiesta di pagamento il 3 luglio 2014. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che la proroga fiscale governativa al 6 luglio 2009 sposta in avanti anche il termine di decorrenza della prescrizione. Di conseguenza, l'avviso di pagamento notificato il 3 luglio 2014 risulta pienamente tempestivo e idoneo a interrompere il termine quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga INPS
L'ente previdenziale richiedeva a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per gli anni 2009 e 2010 tramite avviso di addebito. Il professionista contestava la richiesta sostenendo l'intervenuta prescrizione contributi Gestione Separata per il decorso del termine di cinque anni rispetto alla scadenza ordinaria del 16 giugno. L'ente ricorreva per Cassazione sostenendo che appositi decreti governativi avevano prorogato il termine di pagamento al 6 luglio dei rispettivi anni. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente: le proroghe fiscali spostano in avanti il giorno iniziale del conteggio temporale per tutti i soggetti del settore, rendendo tempestivi gli atti di richiesta inviati dall'istituto.
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Gestione separata INPS: proroghe fiscali e redditi minimi
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali per la Gestione separata INPS relativi ad annualità pregresse. La lavoratrice ha contestato la richiesta eccependo la prescrizione dei crediti e l'esenzione dal versamento per aver prodotto un reddito inferiore a cinquemila euro. I giudici di merito hanno accolto l'opposizione della professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione accogliendo il ricorso dell'Istituto. La Suprema Corte ha chiarito che i decreti di proroga fiscale spostano in avanti anche il termine iniziale della prescrizione contributiva. Inoltre, il reddito modesto non dimostra da solo l'occasionalità del lavoro se sussistono elementi presuntivi di abitualità professionale come la partita IVA e l'iscrizione all'albo.
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