La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Roma per traffico di stupefacenti a causa di un vizio procedurale. Il motivo decisivo è stata la mancata celebrazione della discussione orale, richiesta dagli imputati direttamente all'interno del loro atto di appello. La Suprema Corte ha stabilito che tale modalità è legittima in assenza di un divieto esplicito, tutelando così il diritto di difesa e annullando la decisione impugnata.
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