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Atti persecutori (art. 612-bis c.p.)

Definizione

Conosciuto come 'stalking', è il reato commesso da chi, con condotte ripetute, minaccia o molesta qualcuno in modo da causargli un grave stato d'ansia o paura, o da costringerlo a cambiare le proprie abitudini di vita.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Stalking all’amministratore di condominio: condanna confermata
Un condomino ha subito la condanna definitiva per il reato di stalking all'amministratore di condominio dopo aver reiterato minacce e molestie nell'edificio. L'imputato ha presentato ricorso per cassazione chiedendo la revisione delle prove e invocando l'estinzione dell'illecito per decorso del tempo. I giudici supremi hanno respinto completamente le richieste difensive per vizio di mandato e perché l'atto sollecitava una rivalutazione dei fatti preclusa in sede di legittimità. Inoltre, la Corte ha chiarito che l'invalidità dell'impugnazione impedisce l'applicazione della prescrizione intervenuta dopo il secondo grado. Il condomino ha perso la causa e deve pagare le spese legali oltre a una sanzione pecuniaria.
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Calunnia e Stalking: Ricorso Penale Inammissibile, Condanna Definitiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato, condannato in appello per i reati di calunnia e atti persecutori (stalking). L'imputato contestava la prova della sua colpevolezza, ma i giudici hanno ritenuto i suoi motivi generici. Essi riproducevano censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, cercando una diversa valutazione delle prove. L'inammissibilità del ricorso penale ha comportato la condanna dell'imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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Maltrattamenti dopo separazione: è un unico reato
Un uomo, già condannato per maltrattamenti in famiglia, viene accusato anche di atti persecutori (stalking) per le condotte tenute dopo la separazione dalla moglie. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11723/2024, ha stabilito che non si tratta di due reati distinti in continuazione. I maltrattamenti dopo separazione, se rappresentano la prosecuzione del medesimo disegno criminoso sorto in ambito domestico, costituiscono un unico reato di maltrattamenti in famiglia. La Corte ha annullato la sentenza precedente, rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena sulla base di questa diversa qualificazione giuridica.
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