Una disputa tra sorelle sull'installazione di telecamere private arriva in Cassazione. I giudici confermano che la videosorveglianza è legittima se le telecamere riprendono esclusivamente le aree di proprietà di chi le installa, per finalità di sicurezza, senza invadere la sfera di riservatezza dei vicini. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle prove tecniche, come il raggio d'azione delle telecamere, spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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