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atti emulativi

Definizione

In diritto si definisce atto emulativo o atto di emulazione quell'atto, costituente esercizio di un diritto soggettivo, che non abbia altro scopo che quello di nuocere o recare molestia ad altri, configurandosi così come abuso del diritto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Reato di minaccia: quando dare fuoco all’auto costa caro
Un uomo è stato condannato per il reato di minaccia dopo aver minacciato di incendiare l'auto del vicino di casa in un contesto di pessimi rapporti di vicinato. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la tempestività della querela e l'indeterminatezza della data del fatto nel capo d'imputazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che spetta a chi eccepisce l'intempestività della querela fornirne la prova. Inoltre, ai fini della configurabilità del reato, non occorre che la vittima sia effettivamente intimidita, essendo sufficiente la potenziale idoneità della condotta a limitarne la libertà morale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Aggravamento della servitù: da fienile a casa il passaggio è lecito
Il proprietario di un terreno ha fatto causa al vicino contestando un presunto aggravamento della servitù di passaggio. Secondo il ricorrente, la trasformazione di un vecchio fienile in un'abitazione civile e la successiva espansione avrebbero sovraccaricato il transito sul proprio terreno. Inoltre, lamentava l'installazione di una legnaia sul confine come atto emulativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'atto originario del 1916 prevedeva già l'accesso a una casa, escludendo quindi qualsiasi aggravamento della servitù. Inoltre, la legnaia si trovava sulla proprietà del vicino. Il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Atti persecutori e liti civili: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per il delitto di atti persecutori a carico di due soggetti coinvolti in una complessa lite civile. La difesa sosteneva che le condotte fossero semplici atti emulativi legati a una controversia sulla proprietà, ma i giudici hanno ravvisato uno stillicidio di molestie e violenze idoneo a compromettere la libertà psichica della vittima. La sentenza chiarisce che il dolo richiesto è generico e prescinde dalla finalità di affermare un proprio diritto. Il provvedimento è stato annullato con rinvio limitatamente all'applicazione della recidiva per uno degli imputati, per carenza di motivazione sulla specifica pericolosità sociale.
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Videosorveglianza e privacy: quando è lecita?
Una disputa tra sorelle sull'installazione di telecamere private arriva in Cassazione. I giudici confermano che la videosorveglianza è legittima se le telecamere riprendono esclusivamente le aree di proprietà di chi le installa, per finalità di sicurezza, senza invadere la sfera di riservatezza dei vicini. L'ordinanza ribadisce che la valutazione delle prove tecniche, come il raggio d'azione delle telecamere, spetta ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità. Il ricorso è stato quindi rigettato.
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