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Attendibilità Della Persona Offesa

Definizione

La valutazione della credibilità della vittima di un reato. Tale valutazione è compito esclusivo dei giudici di primo e secondo grado e non può essere messa in discussione in Cassazione, salvo vizi logici evidenti nella motivazione.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 163 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 80% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 12%
  • Rigettato 8%
  • Inammissibile 80%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 754%
  • Penale Sez. 233%
  • Penale Sez. 513%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 43278/2015in 31 provvedimenti
  • Cass. 10153/2020in 31 provvedimenti
  • Cass. S.U. 41461/2012in 61 provvedimenti
  • Cass. 27322/2008in 9 provvedimenti
  • Cass. 29372/2010in 4 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Attendibilità della persona offesa: emotività e condanna
L'Imputata ha impugnato la condanna confermata in appello, contestando la credibilità della vittima. La difesa ha sostenuto il travisamento delle prove per la forte emotività della vittima e ha eccepito l'uso indebito di querela e atti investigativi. I giudici di merito hanno ritenuto coerente il racconto e valido il riconoscimento da un album fotografico. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Il controllo sull'attendibilità della persona offesa spetta unicamente ai giudici di merito, a meno di contraddizioni manifeste. L'Imputata deve pagare le spese legali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Attendibilità della persona offesa tra smentite e conferme
L'Imputato propone ricorso per cassazione contro la condanna per reati contro la persona emessa dalla Corte di Appello. La difesa contesta l'attendibilità della persona offesa, lamenta il mancato ascolto di un testimone e chiede la riduzione della pena. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. I giudici confermano che le dichiarazioni della vittima trovano pieno riscontro nei filmati di videosorveglianza e nel referto medico. La richiesta di assumere nuove prove in appello ha natura eccezionale ed è stata correttamente respinta dai magistrati di merito. L'Imputato perde definitivamente la causa, deve pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Attendibilità della persona offesa: la Cassazione conferma la pena
Due imputati hanno proposto ricorso contro la condanna per rapina emessa dalla Corte di Appello di Milano. Il primo ricorrente ha contestato la partecipazione all'illecito e la credibilità dei testimoni. Il secondo imputato ha lamentato il mancato prevalere delle attenuanti generiche sulle aggravanti contestate. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. I giudici hanno chiarito che l'attendibilità della persona offesa spetta unicamente al magistrato di merito. Le dichiarazioni della vittima possono fondare la condanna anche senza riscontri esterni, purché verificate con rigore logico. I motivi formulati dalla difesa non hanno attaccato la motivazione della sentenza impugnata, limitandosi a ripetere argomenti già respinti. Gli imputati dovranno pagare le spese processuali e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Estorsione: l’inammissibilità del ricorso penale in Cassazione
Un Imputato, condannato per estorsione, ha impugnato la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la sua colpevolezza. Il Ricorrente lamentava un vizio di motivazione e violazione di legge nella valutazione delle prove, in particolare l'attendibilità dei testimoni e della persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha ribadito che non può riesaminare la credibilità delle prove testimoniali, poiché questa è una questione di fatto già decisa dai giudici di merito, salvo evidenti contraddizioni. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non riesamina i fatti
Un Individuo ha presentato un ricorso penale contro una sentenza della Corte d'Appello, contestando l'attendibilità della persona offesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che le contestazioni fossero una mera riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dai giudici di merito, i quali avevano correttamente valutato la credibilità della vittima. La Cassazione ha confermato che le dichiarazioni della vittima erano coerenti e credibili. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende per l'inammissibilità del ricorso penale.
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Attendibilità Persona Offesa: La Cassazione Conferma Condanna per Rapina
Un individuo è stato condannato per rapina e lesioni personali. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, dichiarando inammissibile il suo ricorso. La sentenza ha ribadito che le dichiarazioni della persona offesa possono, da sole, fondare la responsabilità penale dell'imputato, a condizione di una verifica rigorosa della loro attendibilità. Il ricorso è stato ritenuto privo di specificità, in quanto riproduceva argomenti già esaminati e respinti dai giudici precedenti. Questo principio sull'attendibilità persona offesa è cruciale per la decisione.
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Vittima Credibile vs. Assoluzione: La Cassazione sull’Attendibilità della Persona Offesa
Un Lavoratore è stato inizialmente condannato per violenza privata aggravata contro una Persona Offesa. La Corte d'Appello ha assolto il Lavoratore, ritenendo che le dichiarazioni della Persona Offesa non fossero sufficienti senza prove esterne, nonostante le controversie civili tra le parti. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello per gli effetti civili. Ha stabilito che l'attendibilità della persona offesa può essere l'unica base per una condanna, purché la sua credibilità soggettiva e l'affidabilità del racconto siano valutate rigorosamente, anche senza riscontri esterni. Il caso tornerà al giudice civile per una nuova valutazione del risarcimento danni.
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Attendibilità persona offesa: Cassazione conferma condanna, ricorso inammissibile
Un imputato è stato condannato per un reato contro il patrimonio. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la condanna e mettendo in dubbio l'attendibilità della persona offesa. La Corte d'Appello aveva già confermato la condanna. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la valutazione dei fatti spetta ai giudici di merito. Le dichiarazioni della persona offesa possono fondare una condanna, se il giudice ne verifica attentamente l'attendibilità. La Cassazione ha confermato la validità della motivazione dei giudici precedenti, che avevano ritenuto credibile la vittima.
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Attendibilità della persona offesa: tra dubbi e conferme in Cassazione
Due individui sono stati condannati per rapina, ma hanno contestato l'attendibilità della persona offesa e le presunte contraddizioni nella sua testimonianza. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha stabilito che la valutazione della credibilità della vittima è una questione di fatto, non riesaminabile se la motivazione è logica. I giudici hanno ritenuto attendibili le dichiarazioni della vittima, supportate da riscontri oggettivi come certificazioni mediche e tabulati telefonici, confermando così le condanne per rapina.
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Tentata Estorsione: L’Attendibilità della persona offesa tra ripensamenti e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati condannati per tentata estorsione. Gli imputati lamentavano che la Corte d'Appello non avesse valutato correttamente le dichiarazioni mutevoli della persona offesa, padre di uno degli imputati, e altre questioni procedurali. La Suprema Corte ha ribadito che l'Attendibilità della persona offesa può essere valutata autonomamente dal giudice di merito, senza necessità di riscontri esterni, purché la motivazione sia rigorosa. Ha inoltre chiarito che le questioni non sollevate in appello non possono essere proposte in Cassazione. Gli imputati hanno perso e sono stati condannati a pagare le spese processuali e una sanzione.
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Attendibilità persona offesa: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato, condannato per tentata estorsione, resistenza a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti. L'Imputato contestava l'attendibilità della persona offesa, sostenendo che le sue dichiarazioni non fossero sufficienti a fondare la condanna. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: le dichiarazioni della vittima possono da sole bastare per una condanna penale. Tuttavia, è essenziale una valutazione molto attenta e motivata della credibilità della persona offesa e della coerenza del suo racconto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, confermando la condanna e le spese.
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Vittima Credibile: La parola della persona offesa basta per la condanna
Due aggressori sono stati condannati per rapina e lesioni personali. Hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando l'attendibilità della persona offesa e il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha confermato che la valutazione sull'attendibilità della persona offesa è una questione di fatto, non sindacabile in Cassazione se la motivazione è logica e coerente. Ha inoltre ritenuto corretta la decisione di negare le attenuanti generiche, data la gravità dei fatti e la personalità degli imputati. La condanna e le spese processuali sono state confermate.
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Estorsione: l’aggravante cade, il reato si prescrive
Un imputato, già condannato per estorsione con l'aggravante delle persone riunite, ha visto la sua condanna annullata dalla Cassazione. La Corte ha rilevato che l'aggravante, applicata per l'intero periodo della condotta estorsiva, era errata, poiché uno dei co-imputati aveva cessato la sua partecipazione prima. Escludendo l'aggravante per la parte finale del reato, i termini per la **prescrizione del reato di estorsione** sono stati ricalcolati. Di conseguenza, tutti i reati contestati all'imputato, inclusa l'estorsione, sono risultati estinti per intervenuta prescrizione.
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Estorsione Mafiosa: Vittime Credibili, Condanne Confermate in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da numerosi imputati, confermando le condanne per Estorsione aggravata dal metodo mafioso, sequestro di persona e lesioni. I fatti originari riguardavano minacce e violenze subite da una proprietaria di casa e un inquilino per il mancato pagamento di un affitto e l'impossessamento di un secondo appartamento. Gli imputati avevano contestato l'attendibilità delle vittime e la logicità delle motivazioni. La Corte ha ribadito la solidità del giudizio di attendibilità delle dichiarazioni delle vittime, basato su riscontri oggettivi e coerenza dei racconti, sottolineando l'impossibilità di riesaminare i fatti in sede di legittimità.
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Attendibilità della persona offesa: la sola parola basta
L'Imputato contestava la condanna per i reati di usura ed estorsione. La difesa lamentava una scorretta valutazione riguardo all'attendibilità della persona offesa e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la testimonianza della vittima può bastare da sola per condannare l'accusato, quando la narrazione appare credibile e coerente. Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che le attenuanti generiche richiedono la presenza di elementi positivi specifici e non spettano in automatico. L'Imputato perde il ricorso e deve pagare le spese di giudizio insieme a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Attendibilità della persona offesa tra contestazioni e condanna
L'Imputato propone ricorso in Cassazione contro la condanna per violenza sessuale ai danni di una minorenne. La difesa sostiene la mancanza di prova e contesta l'attendibilità della persona offesa, evidenziando presunte incongruenze nei racconti e la mancanza di riscontri medici immediati. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici ribadiscono che le dichiarazioni della vittima di reati sessuali costituiscono prova piena e possono fondare da sole la condanna se valutate con rigore. Nei casi di doppia conforme, la Cassazione non svolge un nuovo esame dei fatti ma verifica solo la tenuta logica della sentenza. L'Imputato perde il ricorso ma è dispensato dal pagamento delle spese processuali in quanto minorenne.
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Attendibilità della persona offesa: la condanna resta solida
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di rapina, contestando l'attendibilità della persona offesa e lamentando il travisamento della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni della vittima possono fondare la condanna anche senza riscontri esterni, purché sottoposte a un rigoroso controllo di credibilità. Inoltre, in presenza di due sentenze di merito identiche, non si può denunciare il travisamento della prova. La Suprema Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese e di tremila euro alla cassa delle ammende. Contestualmente, i giudici hanno rigettato la richiesta di rimborso spese della parte civile, poiché si è limitata a depositare una nota scritta senza sviluppare argomentazioni difensive concrete nell'udienza.
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Attendibilità della persona offesa: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per violenza sessuale continuata a carico del convivente della madre della vittima. L'imputato aveva costretto la giovane a subire abusi ripetuti sia nell'abitazione familiare sia nella sede di un'associazione locale. Nel ricorso, la difesa contestava l'attendibilità della persona offesa, adducendo presunti motivi di rancore e l'assenza di riscontri esterni immediati. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La testimonianza della vittima gode di presunzione di veridicità e non richiede prove esterne di supporto, a differenza delle dichiarazioni dei coimputati. I giudici hanno inoltre negato le attenuanti generiche per la totale assenza di elementi positivi e di pentimento.
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Dalla vendetta alla rapina aggravata in concorso: la condanna
Tre individui irrompono con la forza in un appartamento, danneggiano l'immobile e aggrediscono ferocemente la vittima con una bottiglia, calci e pugni. Nel corso del raid, dal cassetto vengono sottratti 800 euro. L'incursione nasce da un precedente diverbio tra gli aggressori e il cugino della vittima. Gli imputati impugnano la condanna sostenendo che si trattasse di una semplice spedizione punitiva e non di una rapina, chiedendo di escludere la loro responsabilità per il furto o di applicare il concorso anomalo. La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi e conferma il reato di rapina aggravata in concorso. La testimonianza della vittima risulta pienamente attendibile e la sottrazione di denaro costituisce uno sviluppo del tutto prevedibile della violenza collettiva. Tutti i partecipanti rispondono dell'intero reato e sono condannati alle spese processuali.
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Attendibilità della persona offesa: conferma della condanna
Un uomo condannato per rapina e lesioni personali ha presentato ricorso in Cassazione contestando le prove a suo carico e il diniego delle circostanze attenuanti. Il ricorrente ha messo in dubbio le dichiarazioni della vittima e la severità del trattamento punitivo applicato dai giudici di merito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la piena attendibilità della persona offesa, convalidata da solidi riscontri oggettivi come il verbale di arresto, il sequestro e i referti sanitari. La brutalità dell'aggressione e la pericolosità del reo giustificano la prevalenza delle circostanze aggravanti rispetto alle attenuanti. L'imputato deve scontare la condanna inflitta e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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