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Associazione A Delinquere Narcotraffico

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Associazione a delinquere narcotraffico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere narcotraffico. La Corte ha ritenuto che la valutazione del Tribunale sui gravi indizi di colpevolezza, basata su intercettazioni e sulla struttura dell'organizzazione, fosse logica e immune da vizi. È stato inoltre confermato il concreto pericolo di recidiva, respingendo le censure sulla qualificazione del reato e sulla scelta della misura cautelare.
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Associazione narcotraffico: quando c’è partecipazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione a delinquere narcotraffico. La sentenza chiarisce che per configurare la partecipazione non è sufficiente un mero rapporto di fornitura, ma è necessario un inserimento stabile e consapevole nella struttura criminale, desumibile da elementi come la continuità dei rapporti e l'importanza del ruolo ricoperto per la vita del sodalizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse motivato adeguatamente sulla base delle intercettazioni, che dimostravano un contributo essenziale e costante dell'indagato al programma criminoso del gruppo.
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Associazione narcotraffico: stabilità e partecipazione
La Corte di Cassazione conferma la misura cautelare per un soggetto accusato di partecipazione ad un'associazione a delinquere narcotraffico. La sentenza chiarisce che per dimostrare la partecipazione non è necessario che il contributo del singolo sia 'essenziale' per la vita del gruppo, ma è sufficiente un apporto causalmente rilevante e un rapporto stabile, desumibile anche da acquisti seriali e a credito, pur se avvenuti in un breve arco temporale.
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Associazione a delinquere narcotraffico: la prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo contro la custodia cautelare in carcere per il reato di associazione a delinquere narcotraffico. La Corte ha stabilito che per provare la partecipazione non bastano singoli episodi di spaccio, ma è necessario un quadro probatorio complesso. Elementi come contatti continuativi con i vertici, la consapevolezza delle regole interne del gruppo e un ruolo stabile di spacciatore di riferimento sono sufficienti a dimostrare l'inserimento organico nell'organizzazione criminale, anche in presenza di un'aggravante mafiosa.
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