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Asseveratore

Definizione

Tecnico abilitato che certifica sotto la propria responsabilità penale e civile la regolarità e la veridicità dei requisiti tecnici di un progetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sequestro probatorio: il tecnico del Superbonus perde i supporti
Un tecnico progettista, accusato di truffa per fittizi lavori edilizi legati al Superbonus, ha impugnato il provvedimento di sequestro probatorio di una pen drive e di un telefono cellulare. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la legittimità del sequestro. I giudici hanno chiarito che, in sede di riesame del sequestro probatorio, il tribunale deve solo verificare l'astratta configurabilità del reato e l'utilità dei beni sequestrati per le indagini, senza entrare nel merito dell'accusa. Inoltre, l'eventuale incompetenza territoriale del pubblico ministero non annulla la validità del sequestro, trattandosi di un mero criterio organizzativo interno. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato preventivo: quando il piano lacunoso porta al fallimento
Un consorzio di appalti pubblici in liquidazione ha presentato domanda di concordato preventivo. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile la proposta e ha pronunciato il fallimento, decisione confermata dalla Corte d'Appello a causa di gravi lacune contabili e della disgregazione dell'azienda. Il consorzio ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il giudice non potesse sindacare il merito della relazione dell'attestatore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che il tribunale ha il potere e il dovere di verificare la completezza e l'attendibilità delle informazioni fornite ai creditori. Di conseguenza, il fallimento del consorzio è stato confermato definitivamente e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali.
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Ammissione allo stato passivo: prova del credito
Un professionista ha richiesto l'ammissione allo stato passivo di una società fallita per compensi legati a un incarico di consulenza per un concordato preventivo. Il Tribunale ha respinto la domanda evidenziando la mancanza di data certa della lettera di incarico e l'assenza di prove sull'effettivo svolgimento dell'attività. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, poiché il ricorrente non ha contestato efficacemente la motivazione principale riguardante la mancata prova della prestazione professionale, elemento necessario per ottenere l'ammissione allo stato passivo.
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