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Art. 642 cod. pen.

Definizione

Norma del codice penale che punisce chi distrugge, danneggia o nasconde beni di sua proprietà oppure simula un incidente per ottenere un risarcimento ingiusto da una compagnia di assicurazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Frode Assicurativa: Pena Sospesa ma Risarcimento Obbligatorio
Una persona, condannata per frode assicurativa, ha ottenuto la sospensione condizionale della pena, subordinata però al risarcimento del danno. L'imputata ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che i giudici non avessero verificato la sua impossibilità economica di pagare. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: il giudice non è tenuto a indagare sulle finanze del condannato. Spetta all'imputato dimostrare concretamente di non poter pagare. In assenza di tale prova, la condizione del risarcimento per ottenere la sospensione condizionale della pena è legittima. La condanna è quindi diventata definitiva.
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Frode assicurativa: niente tenuità del fatto se il danno è serio
Un imputato, già condannato per frode assicurativa, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che per negare questo beneficio è sufficiente l'assenza di anche uno solo dei requisiti richiesti dalla legge. In questo caso, le modalità della condotta e il danno non trascurabile avevano già correttamente escluso la possibilità di considerare il fatto di lieve entità. La condanna dell'imputato è quindi diventata definitiva, con l'aggiunta del pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Incidente Falso, Condanna Vera: No alla Frode Assicurativa
Un uomo viene condannato per frode assicurativa dopo aver simulato un incidente stradale per ottenere un risarcimento. L'imputato presenta ricorso in Cassazione, sostenendo che le prove raccolte dall'investigatore privato dell'assicurazione non fossero utilizzabili. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. I giudici stabiliscono che le indagini svolte dall'investigatore privato sono pienamente valide. Inoltre, respingono la richiesta di applicare la non punibilità per 'particolare tenuità del fatto', considerando le modalità della truffa non trascurabili. La condanna diventa così definitiva, con l'obbligo per l'imputato di pagare le spese processuali e una multa.
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