La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo accusato di partecipazione ad associazione terroristica. L'uomo agiva come 'postino' e 'paciere' per conto del leader del gruppo, detenuto in Norvegia. Nonostante la difesa sostenesse che questi fossero ruoli marginali, i giudici hanno stabilito un principio chiaro: anche compiti di supporto, se stabili e funzionali alla vita dell'organizzazione, integrano il reato di partecipazione ad associazione terroristica. La Corte ha ritenuto che tali attività dimostrassero un inserimento organico e consapevole dell'individuo nel sodalizio criminale, rendendo irrilevante la sua assenza dagli organigrammi ufficiali del gruppo. La condanna è stata quindi resa definitiva.
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