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Art. 270-bis c.p.

Definizione

Articolo del codice penale italiano che punisce chi promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni che si propongono il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo, e chi partecipa a tali associazioni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Terrorismo Internazionale: La Giurisdizione Italiana Oltre Confine
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per tre individui accusati di associazione con finalità di terrorismo internazionale. L'organizzazione, nota come Rawti Shax, operava tra Medio Oriente ed Europa con l'obiettivo di rovesciare il governo del Kurdistan iracheno e compiere atti violenti. I ricorrenti contestavano la giurisdizione italiana per terrorismo, sostenendo che le attività principali si svolgevano all'estero. La Cassazione ha ribadito che la giurisdizione italiana sussiste anche se solo una parte della condotta associativa, significativa e collegabile, è stata realizzata in Italia da uno qualsiasi dei partecipanti, rendendo irrilevante che i capi operassero dall'estero.
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Terrorismo 270-bis: ricorso inammissibile
Un individuo, indagato per partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo (art. 270-bis c.p.), ha presentato ricorso in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è riesaminare le prove, ma verificare la correttezza giuridica e la logicità della motivazione del giudice di merito. La sentenza conferma che una sistematica attività di propaganda e proselitismo online può integrare la condotta di partecipazione al reato di terrorismo 270-bis.
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Pericolosità qualificata: Cassazione annulla misura
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di prevenzione di sorveglianza speciale applicata a un soggetto inizialmente sospettato di terrorismo (art. 270-bis c.p.). La Corte ha stabilito che la successiva condanna per il diverso reato di associazione sovversiva (art. 270 c.p.) non può sostenere la misura, poiché la base legale della "pericolosità qualificata" era venuta meno, e il giudice d'appello non poteva modificare d'ufficio tale presupposto.
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