Definizione
Norma che esclude la punibilità per reati di lieve entità, quando l'offesa è minima e il comportamento del colpevole non è abituale.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 111 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 91% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 4%
- Rigettato 3%
- Inammissibile 91%
- Altro 2%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Penale Sez. 791%
- Penale Sez. 36%
- Penale Sez. 54%
Precedenti più richiamati
- Cass. S.U. 13681/2016in 7 provvedimenti
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
Un Lavoratore è stato condannato per detenzione e spaccio di cocaina. Ha presentato ricorso contro la sentenza, sostenendo che la droga fosse per uso personale e che il giudice non avesse considerato la particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le sue argomentazioni generiche e prive di un confronto critico con la sentenza precedente. La condotta di spaccio era ben motivata, data la quantità e le modalità di confezionamento delle dosi. La pena è stata considerata adeguata.
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Un Lavoratore è stato condannato per violazione di sigilli dopo essere stato sorpreso più volte alla guida di un veicolo precedentemente sequestrato. La Corte d'Appello ha ridotto la pena, ma ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'identità del veicolo e chiedendo l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto provata la violazione di sigilli e ha negato la particolare tenuità del fatto, a causa dei precedenti penali e della pluralità delle violazioni, che indicano un'abitualità nella condotta.
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Un individuo è stato condannato per esercizio abusivo della professione, sostituzione di persona e falso ideologico. La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità, rideterminando la pena. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'esclusione della particolare tenuità del fatto per l'esercizio abusivo della professione e la configurazione separata dei reati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'esercizio abusivo della professione, per sua natura ripetitiva, non rientra nell'ambito della particolare tenuità del fatto. Ha inoltre confermato che la sostituzione di persona e il falso ideologico erano reati distinti, non assorbibili, poiché le condotte erano autonome. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Un imputato, già condannato per truffa aggravata, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la mancata applicazione dell'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.) e la valutazione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità del ricorso penale**. Ha ritenuto che le motivazioni della Corte d'Appello fossero corrette. Quest'ultima aveva escluso la tenuità del fatto per l'abitualità della condotta dell'imputato e i suoi numerosi precedenti. Anche la valutazione delle circostanze è stata giudicata logica e discrezionale. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Due Lavoratori sono stati condannati per truffa ai danni di una Persona Offesa. Hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando che la condanna si basasse solo sul riconoscimento fotografico e lamentando l'eccessività della pena e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto (Art. 131 bis c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le contestazioni sulla prova fossero un tentativo di rivalutare i fatti, non consentito in sede di legittimità. Ha inoltre confermato che la Corte d'Appello aveva motivato adeguatamente sia sulla pena che sul rifiuto dell'Art. 131 bis, dato che la truffa era stata pianificata e il danno non era di lieve entità.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da quattro imputati, già condannati in appello per reati di lesioni personali aggravate, rissa e un'altra violazione. I ricorsi sono stati giudicati inammissibili perché i motivi presentati erano generici, riproponendo censure già esaminate e respinte dai giudici precedenti. Inoltre, un motivo specifico riguardante la non applicazione della particolare tenuità del fatto è stato ritenuto manifestamente infondato. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Un Imputato, condannato per reati di contraffazione e ricettazione, ha presentato ricorso in Cassazione. Il suo appello contestava la valutazione delle prove e l'omessa applicazione dell'articolo 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto). La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto che le motivazioni fossero generiche, in particolare per la mancata indicazione di elementi che dimostrassero la non abitualità della condotta, requisito essenziale per l'applicazione della causa di non punibilità. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Un individuo, condannato per il reato di evasione, ha presentato ricorso in Cassazione. Chiedeva l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le doglianze fossero di fatto e già valutate. La Corte d'Appello aveva correttamente negato la non punibilità, poiché le modalità esecutive del fatto avevano concretamente svuotato l'efficacia della misura restrittiva imposta. Il ricorrente dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Un imprenditore, registrato per recupero materiali plastici e coltivazione funghi, è stato condannato per gestione abusiva di rifiuti. Aveva accumulato carcasse di auto, batterie e pneumatici in un terreno non autorizzato. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il suo ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in Cassazione. La sentenza ha escluso la particolare tenuità del fatto e le attenuanti generiche, confermando la pena.
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Un Lavoratore, condannato per evasione dagli arresti domiciliari, ha presentato ricorso in Cassazione. La sua difesa ha sostenuto un allontanamento autorizzato e una visita al pronto soccorso, ma gli orari non combaciavano. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello. Ha ribadito che il fatto non era di particolare tenuità (Art. 131-bis c.p.) e che i precedenti penali del Lavoratore impedivano la concessione di circostanze attenuanti generiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Un Ricorrente ha presentato un ricorso contro una sentenza che non aveva applicato la particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la recidiva reiterata specifica impedisce l'applicazione della particolare tenuità del fatto. Inoltre, l'applicazione di circostanze attenuanti generiche non influisce sulla possibilità di riconoscere la particolare tenuità del fatto. Il Ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Un individuo ha presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per furto aggravato, sia tentato che consumato. La sua difesa contestava l'identificazione basata su videoriprese di scarsa qualità, chiedeva l'applicazione dell'articolo 131 bis c.p. (particolare tenuità del fatto) e criticava la quantificazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che l'identificazione era attendibile, ha escluso la particolare tenuità del fatto a causa delle precedenti condanne dell'imputato e ha ritenuto congrua la pena. L'individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Due persone sono state condannate per la falsificazione di cambiali. Hanno consegnato cinque cambiali false, per un valore totale di 6000 euro, a un creditore per estinguere un debito. La Corte di Cassazione ha confermato le condanne, rigettando la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha sottolineato che la reiterazione della condotta e l'entità del danno escludono tale beneficio. Ha inoltre ribadito che la falsificazione di cambiali rimane un reato penale, a differenza di altre forme di falso in scrittura privata.
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Un Lavoratore ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello, invocando la mancata applicazione della particolare tenuità del fatto (Art. 131 bis c.p.). La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Il motivo era che il ricorso risultava troppo generico, non motivato e non aveva sollevato questa questione già in appello. Di conseguenza, il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un Imputato. Questi contestava la condanna, lamentando un vizio di motivazione e il mancato riconoscimento della causa di non punibilità (Art. 131 bis c.p.). La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché basato su critiche generiche e già respinte in appello. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di 3.000 euro alla cassa delle ammende.
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Un viaggiatore ha esibito ai controlli aeroportuali di frontiera una carta di identità falsa. Il documento riportava la sua reale fotografia ma generalità anagrafiche totalmente contraffatte. I giudici di merito hanno condannato l'imputato per la fattispecie aggravata di possesso di documento falso valido per l'espatrio. Il viaggiatore ha quindi proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. La fornitura della propria fotografia costituisce concorso nella fabbricazione del documento contraffatto. Tale qualificazione comporta una pena edittale più severa che esclude per legge l'applicazione della particolare tenuità del fatto. L'imputato deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. L'imputato contestava la mancata applicazione della "Non punibilità per tenuità del fatto" (Art. 131 bis c.p.). La Suprema Corte ha confermato che il ricorso era una mera ripetizione di argomenti già respinti in appello. I giudici di merito avevano correttamente motivato il diniego della particolare tenuità del fatto, considerando la quantità e qualità della droga (diverse tipologie, mille dosi potenziali) e la presenza di strumenti per pesare e confezionare. Questi elementi superavano la soglia minima di offensività richiesta per l'applicazione dell'Art. 131 bis. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un individuo condannato per truffa e falsità ideologica. L'imputato aveva utilizzato documenti d'identità, poi denunciati come smarriti, per commettere la truffa. La Corte ha ritenuto che i motivi del ricorso fossero mere ripetizioni di argomentazioni già esaminate e respinte in appello. Ha confermato la qualificazione del fatto come truffa e la sussistenza della falsità ideologica. Inoltre, ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.), data la non occasionalità delle condotte, provata da precedenti condanne. Il Ricorrente dovrà sostenere le spese processuali.
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Un uomo, condannato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La sua difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sostenendo la minima gravità della sua condotta. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la valutazione sulla gravità del comportamento era già stata fatta correttamente nei gradi precedenti e che il ricorso era un tentativo inaccettabile di ridiscutere i fatti. La condanna è diventata definitiva, con l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una multa.
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La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato che contestava la sua condanna. L'imputato sosteneva che i giudici non avessero considerato lo 'stato di necessità' e la 'particolare tenuità del fatto'. La Corte ha respinto il suo tentativo, dichiarando l'inammissibilità del ricorso in Cassazione. La decisione si basa sul principio che non si possono riproporre in Cassazione le stesse argomentazioni già correttamente valutate e respinte nei gradi di giudizio precedenti. L'imputato ha quindi perso l'appello ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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