Un cittadino ha subito una condanna per il reato di detenzione abusiva di armi dopo il ritrovamento nella propria disponibilità di un proiettile calibro 38 e di una spada katana. L'interessato ha presentato ricorso per cassazione sostenendo che tali oggetti non rientrassero nelle categorie legali di arma e munizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che la katana costituisce un'arma bianca propria a tutti gli effetti e che il proiettile calibro 38 rientra tra le munizioni per armi comuni da sparo. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna penale e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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