La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'imputata assolta in primo grado per aver indossato una maglietta con la scritta Auschwitzland, che univa un logo ludico all'immagine di un campo di sterminio. Mentre il tribunale di merito non aveva ravvisato l'ostentazione di simboli di organizzazioni razziste, la Suprema Corte ha annullato la sentenza. I giudici hanno stabilito che tale condotta può integrare l'**Apologia della Shoah** o la minimizzazione dei crimini di genocidio. Di conseguenza, il giudice avrebbe dovuto trasmettere gli atti al Pubblico Ministero per procedere secondo la corretta qualificazione giuridica prevista dall'art. 604-bis c.p.
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