Un cittadino rischiava la consegna alle autorità albanesi per scontare una condanna per corruzione, dopo che la precedente accusa per guida in stato di ebbrezza era stata annullata. La Corte di appello aveva fissato la pena residua in quattro mesi di reclusione, autorizzando il trasferimento all'estero. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'interessato. I giudici hanno chiarito che il ricalcolo della pena residua deve rispettare rigorosamente le proporzioni stabilite dal giudice straniero d'origine. Secondo il calcolo corretto, la pena residua ammonta a soli tre mesi di reclusione. Di conseguenza, mancano le condizioni per l'estradizione stabilite dalla Convenzione europea, la quale richiede una pena residua da espiare superiore a quattro mesi. La Suprema Corte ha annullato la decisione senza rinvio, negando definitivamente la consegna allo Stato richiedente.
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