Un cittadino, dopo essere stato assolto in via definitiva dall'accusa di associazione mafiosa, ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione per i 1068 giorni trascorsi in custodia cautelare. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda e la Corte di Cassazione ha confermato il diniego. I giudici hanno stabilito che l'uomo, pur essendo innocente, ha tenuto comportamenti gravemente colposi prima dell'arresto. In particolare, ha incontrato esponenti della criminalità organizzata e ha utilizzato la presunta appartenenza al clan per risolvere una controversia di lavoro. Tali condotte hanno creato una falsa apparenza di colpevolezza, giustificando l'intervento della magistratura. Di conseguenza, la Cassazione ha rigettato il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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