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Annullamento agli effetti civili

Definizione

Decisione della Corte di Cassazione che cancella una sentenza precedente solo per quanto riguarda le conseguenze economiche (il risarcimento del danno), lasciando intatta la decisione sulla responsabilità penale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sospensione della prescrizione: risarcimento da rifare
Due coniugi, accusati di lesioni e minacce ai danni di una vicina, vedono i propri reati dichiarati prescritti in appello, ma restano condannati al risarcimento dei danni. Ricorrono in Cassazione sostenendo che la prescrizione fosse maturata prima del primo grado, contestando la sospensione dovuta all'astensione del loro difensore. La Suprema Corte respinge questo motivo, confermando che lo sciopero dell'avvocato blocca il processo prima di ogni altra verifica, determinando la corretta sospensione della prescrizione. Tuttavia, accoglie il ricorso per difetto di motivazione sulla responsabilità dei singoli coniugi e sul concorso nel reato. Di conseguenza, la Cassazione annulla la sentenza limitatamente agli effetti civili, rinviando la causa al giudice civile per un nuovo esame del risarcimento.
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Sequestro conservativo: resta attivo anche dopo l’assoluzione
L'Imputato e due società terze hanno impugnato il provvedimento del Tribunale che manteneva attivo il sequestro conservativo su alcuni immobili. Nonostante una precedente assoluzione penale, la Cassazione aveva annullato la decisione ai soli effetti civili, rinviando la causa al giudice civile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, stabilendo che il sequestro conservativo, avendo natura di garanzia civile, non perde efficacia se l'assoluzione viene annullata agli effetti civili. L'Imputato e le società perdono la causa e sono condannati a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Diffamazione a mezzo stampa: cronaca falsa, risarcimento dovuto
Un assessore comunale veniva accusato da un articolo di giornale di aver causato un grave danno economico alla città. Il giornalista e il direttore, inizialmente assolti, sono stati oggetto di un ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la loro assoluzione ai soli fini civili. La decisione si fonda sul fatto che l'articolo riportava notizie false, facendo venire meno il diritto di cronaca. La Corte ha ravvisato una palese diffamazione a mezzo stampa, poiché il giudice precedente aveva completamente frainteso una testimonianza chiave. Ora un giudice civile dovrà decidere sul risarcimento del danno all'assessore.
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