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Agevolazioni Fiscali Immobiliari

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Agevolazioni fiscali immobiliari: Cassazione rinvia sul caso Tupini
L'Agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Firenze. La Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto che le complesse questioni sollevate riguardo le Agevolazioni fiscali immobiliari previste dalla Legge Tupini (in particolare, se un complesso con abitazioni, uffici e negozi potesse essere considerato unitariamente per i benefici fiscali, e la rilevanza di uno scavo per la deviazione di un canale) necessitassero di un approfondimento in pubblica udienza. La Corte ha quindi rinviato la decisione, riassegnando il caso per una nuova calendarizzazione.
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Agevolazioni fiscali immobiliari: IVA non esclude imposte fisse
Un Notaio ha impugnato un avviso di liquidazione dell'Agenzia delle Entrate che richiedeva imposte ipotecarie e catastali fisse per una cessione immobiliare soggetta a IVA, parte di un programma di edilizia pubblica. I giudici di merito avevano riconosciuto le agevolazioni fiscali immobiliari, applicando il principio di alternatività IVA/Registro. La Cassazione, invece, ha cassato la sentenza. Ha stabilito che le agevolazioni fiscali per l'edilizia residenziale pubblica non si estendono agli atti soggetti a IVA, poiché la norma va interpretata in modo restrittivo. Il principio di alternatività non comporta l'esenzione totale, ma l'applicazione dell'imposta in misura fissa.
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Agevolazioni fiscali immobiliari: stop alla revoca
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni fiscali immobiliari per una società che non ha rivenduto un fabbricato entro il termine di tre anni dall'acquisto. La ricorrente sosteneva che lo stato di crisi e l'apertura di un concordato preventivo costituissero forza maggiore, impedendo il rispetto della scadenza. I giudici hanno rigettato tale tesi, precisando che il concordato comporta solo uno spossessamento attenuato e non impedisce la gestione dei beni. Di conseguenza, il mancato rispetto del termine triennale comporta il recupero delle imposte ordinarie, sanzioni e interessi, poiché la crisi aziendale non è un evento imprevedibile idoneo a giustificare l'inadempimento tributario.
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