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Affrancazione Dell'Enfiteusi

Definizione

Procedimento giuridico attraverso il quale il titolare di un diritto di enfiteusi (un diritto reale di godimento su un fondo altrui) può diventarne pieno proprietario pagando una somma di denaro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Affrancazione dell’enfiteusi: il riscatto vince sull’abuso
L'Amministrazione Pubblica ha chiesto la devoluzione di alcuni terreni concessi in enfiteusi, lamentando che L'Enfiteuta aveva abusivamente edificato un complesso edilizio violando gli obblighi contrattuali. L'Enfiteuta ha invece richiesto l'acquisto della proprietà dei terreni. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che l'affrancazione dell'enfiteusi, quale diritto potestativo dell'utilizzatore, prevale sempre sul diritto di devoluzione o di risoluzione del contratto spettante al proprietario concedente, anche a fronte di gravi inadempimenti da parte dell'utilizzatore stesso. Di conseguenza, L'Enfiteuta ottiene la piena proprietà del fondo pagando la somma determinata, mentre l'Amministrazione Pubblica perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Affrancazione dell’enfiteusi: stop ai blocchi del Comune
Due cittadini, titolari di un'enfiteusi su un bene storico, hanno citato in giudizio il Comune per ottenere l'affrancazione dell'enfiteusi. Durante la causa, il Comune ha rideterminato unilateralmente il canone annuo con una delibera. I cittadini hanno impugnato l'atto davanti al TAR, e il tribunale civile ha sospeso il processo in attesa del giudizio amministrativo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei cittadini, stabilendo che non vi è alcuna sospensione necessaria. Il rapporto di enfiteusi è di natura privata e il giudice civile può disapplicare l'atto del Comune senza attendere il TAR. Il processo civile deve quindi riprendere immediatamente.
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Beni dell’impresa e società semplice: la Cassazione chiarisce
Un contribuente è stato tassato per l'uso gratuito di un immobile di proprietà di una società semplice da lui controllata. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sui redditi diversi per l'uso di beni dell'impresa (art. 67, co. 1, lett. h-ter, TUIR) non si applica, poiché la società semplice non svolge attività d'impresa e i suoi non sono 'beni dell'impresa'. Tuttavia, ha rinviato il caso al giudice di merito per verificare se l'intestazione alla società semplice fosse fittizia e mascherasse la proprietà di una società commerciale.
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