Una società agricola stipula un contratto per coltivare terreni e raccogliere olive per i proprietari, ricevendo in cambio i frutti di altri fondi (nocciole e agrumi). L'azienda lo considera un affitto esente da imposta, ma l'Agenzia delle Entrate lo qualifica come una permuta soggetta a tassazione. La Corte di Cassazione conferma la tesi del Fisco, stabilendo che si tratta di una permuta ai fini IVA. Questo tipo di contratto, infatti, non è un'operazione unica, ma uno scambio di prestazioni (servizio di coltivazione contro cessione di frutti) che devono essere tassate separatamente. La società agricola perde la causa e deve versare le imposte richieste.
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