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Affidamento In Prova Terapeutico

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Provvedimenti

Revoca affidamento terapeutico: quando è legittima?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33400/2025, ha confermato la legittimità della revoca dell'affidamento terapeutico di un soggetto che aveva commesso plurime e ravvicinate violazioni delle prescrizioni. La decisione sottolinea come la revoca sia un potere discrezionale del Tribunale di Sorveglianza, che deve valutare l'incompatibilità della condotta con la prosecuzione della misura. In questo caso, la revoca dell'affidamento terapeutico, con effetto retroattivo (ex tunc), è stata ritenuta giustificata dalla palese incapacità del condannato di aderire al percorso rieducativo.
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Affidamento terapeutico: no allo scioglimento del cumulo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37523/2024, ha respinto il ricorso di un detenuto, negando l'accesso all'affidamento in prova terapeutico. La Corte ha stabilito che, in presenza di un reato ostativo nel cumulo di pene e con un residuo superiore a quattro anni, non è possibile applicare lo "scioglimento virtuale del cumulo". Questa operazione, che consentirebbe di considerare già scontata la pena per il reato ostativo, è esclusa dal testo specifico dell'art. 94 D.P.R. 309/1990. Anche la richiesta di detenzione domiciliare per motivi di salute è stata respinta per mancanza di prove sulla incompatibilità con il regime carcerario.
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Sospensione esecuzione pena: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36919/2024, ha stabilito che la sospensione dell'esecuzione della pena per un condannato per reati ostativi, che abbia intrapreso un programma terapeutico, è possibile solo se questi si trova già agli arresti domiciliari presso una comunità. La Corte ha rigettato il ricorso di un condannato che aveva iniziato il percorso da libero, affermando che la diversa disciplina non è incostituzionale. La ratio risiede nella necessità di un controllo preventivo da parte dell'autorità giudiziaria, presente nel caso degli arresti domiciliari ma assente per chi intraprende il percorso in stato di libertà.
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Detenzione domiciliare salute: bilanciamento con il pericolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della detenzione domiciliare per motivi di salute a un detenuto affetto da gravi patologie. La decisione si fonda sulla necessità di bilanciare il diritto alla salute con la pericolosità sociale del soggetto, emersa dalla revoca di una precedente misura alternativa. La Corte ha stabilito che, in assenza di una totale incompatibilità con il regime carcerario, il giudice deve considerare il rischio di recidiva.
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Revoca misura alternativa: onere della prova
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro il diniego di una nuova misura alternativa. Sebbene la revoca misura alternativa di tipo terapeutico non impedisca una nuova richiesta, il ricorrente non ha fornito la prova della natura della misura revocata, violando il principio di autosufficienza del ricorso.
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