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Affectio maritalis

Definizione

Termine latino che indica la volontà e il sentimento di essere uniti in matrimonio, condividendo un progetto di vita comune. La sua assenza indica una crisi del rapporto coniugale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Avvocato chiede compenso alla moglie: la presunzione di gratuità vince
Un avvocato chiede un compenso professionale alla moglie, anch'essa avvocato e socia dello stesso studio, per averla assistita in una causa. La moglie si oppone, sostenendo che tra loro esisteva un accordo di reciproca gratuità delle prestazioni professionali, dato il legame coniugale e lavorativo. La Corte di Cassazione conferma le decisioni dei giudici precedenti, applicando la presunzione di gratuità per le prestazioni rese in ambito familiare. Poiché l'avvocato marito non è riuscito a provare l'esistenza di un accordo di pagamento, la sua richiesta viene respinta. La crisi coniugale in atto non è sufficiente a superare tale presunzione.
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Avvocato chiede parcella alla moglie: no, è presunzione di gratuità
Un avvocato chiede alla moglie, anche lei avvocato e socia dello stesso studio, il pagamento di una parcella per un'attività professionale svolta in suo favore. La moglie si oppone, sostenendo che tra loro vigeva un accordo di reciproca assistenza gratuita. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla moglie, confermando il principio della presunzione di gratuità della prestazione professionale resa in ambito familiare. Secondo i giudici, spetta al professionista che chiede il compenso dimostrare, con prove rigorose, l'esistenza di un accordo economico, superando così la presunzione basata sul legame affettivo.
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Bancarotta fraudolenta: moglie condannata per aver aiutato il marito
Un'amministratrice di società è stata condannata per concorso in bancarotta fraudolenta per distrazione. Aveva aiutato il marito, amministratore di un'altra azienda prossima al fallimento, a sottrarre risorse economiche. L'operazione consisteva nel trasferire contratti di affitto di azienda alla propria società e poi simulare una compensazione di debiti basata su pagamenti mai documentati. La Cassazione ha confermato la sua responsabilità penale, respingendo la tesi che il legame coniugale potesse essere una scusante. Tuttavia, ha annullato la sentenza limitatamente alla durata delle pene accessorie (come l'interdizione dalle cariche sociali), ordinando alla Corte d'Appello di ricalcolarle perché applicate in misura fissa e non variabile, come invece imposto da una precedente sentenza della Corte Costituzionale.
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