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Adunanza dei creditori

Definizione

Riunione formale dei creditori di un'impresa in crisi, convocata per esaminare e votare la proposta di concordato preventivo presentata dal debitore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Domanda tardiva di ammissione al passivo: esclusa proroga tacita
Il Lavoratore ha proposto una domanda tardiva di ammissione al passivo per ottenere l'indennità di mancato preavviso dopo il licenziamento da parte del Fallimento. La richiesta è stata depositata oltre il termine di un anno dal deposito dello stato passivo. Il Lavoratore sosteneva che il leggero ritardo nella fissazione dell'adunanza dei creditori avesse comportato una proroga implicita a diciotto mesi del termine per la domanda tardiva di ammissione al passivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la proroga del termine per la domanda tardiva di ammissione al passivo a diciotto mesi non può mai essere implicita. Essa deve essere disposta espressamente e con motivazione dal tribunale nella sentenza dichiarativa di fallimento, valutando la particolare complessità della procedura. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Modifica proposta concordato: il voto va rinnovato
Una società in procedura di concordato preventivo ha modificato la sua proposta dopo aver ottenuto nuove risorse finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di modifica proposta concordato, i voti espressi in precedenza non sono più validi. Tuttavia, ha chiarito che gli organi della procedura hanno l'obbligo di informare esplicitamente i creditori della necessità di una nuova votazione, a tutela del loro affidamento e della correttezza procedurale. La mancata informazione costituisce un vizio che impone la rinnovazione delle operazioni di voto.
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Ammissione al voto crediti contestati: la Cassazione
Una società in concordato preventivo contesta il voto negativo di alcuni creditori, sostenendo che i loro crediti non avrebbero dovuto essere ammessi al voto. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la contestazione sul diritto di voto deve essere formalizzata specificamente durante l'adunanza dei creditori. In assenza di tale formalità, il provvedimento di ammissione al voto del giudice può essere anche implicito. La sentenza ribadisce la centralità dell'adunanza come sede per risolvere tali dispute procedurali.
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Modifiche piano concordatario: i limiti temporali
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34828/2024, ha rigettato il ricorso di una società fallita che contestava la mancata concessione di un rinvio per presentare modifiche al piano concordatario. La Corte ha stabilito che le richieste di modifica devono essere tempestive e che una semplice memoria integrativa non costituisce un 'nuovo piano' tale da giustificare un differimento. Viene così riaffermata la rigidità dei termini procedurali anche alla luce della normativa emergenziale Covid-19.
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