Un'azienda riceveva dall'ente previdenziale una richiesta di restituzione per indebiti sgravi contributi fruiti, a causa del mancato pagamento delle pendenze entro quindici giorni dall'invito inviato via PEC. La Corte d'Appello annullava il recupero dell'ente sostenendo che il saldo successivo del debito avesse sanato la posizione, salvaguardando il diritto alle agevolazioni. L'ente ha ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo un chiaro principio: il versamento tardivo estingue il debito economico ma non regolarizza la posizione contributiva per conservare i benefici. Chi paga oltre il termine di quindici giorni perde definitivamente gli sgravi contributivi già goduti e deve restituire le somme trattenute. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio ad altra Sezione d'Appello per le verifiche del caso.
Continua »