LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Adempimento di debito scaduto

Definizione

Indica il pagamento di un debito che è già diventato esigibile. La legge stabilisce che questo tipo di pagamento, essendo un atto dovuto, non può essere soggetto ad azione revocatoria.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azione revocatoria: scontro tra creditore e terzo acquirente
Una società creditrice ha promosso un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile effettuata dal debitore a favore di un terzo acquirente. Il tribunale e la corte d'appello hanno accolto la domanda, ritenendo tardiva l'eccezione sollevata dall'acquirente basata sull'adempimento di un debito scaduto (art. 2901, comma 3, c.c.). L'acquirente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la particolare importanza della questione relativa alla natura di tale eccezione (se sia rilevabile d'ufficio o solo su istanza di parte), ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza.
Continua »
Azione revocatoria: valida la vendita se serve a pagare i debiti
Il caso riguarda la richiesta di azione revocatoria e simulazione avanzata dagli Eredi del Creditore contro la Debitrice e il Cognato. La Debitrice aveva venduto al Cognato l'usufrutto di un immobile per 400.000 euro, destinando circa 170.000 euro al pagamento di debiti scaduti. Gli Eredi sostenevano che l'atto fosse revocabile poiché meno della metà del ricavato era servito a pagare i debiti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la vendita a scopo solutorio è irrevocabile se rappresenta un mezzo necessario per estinguere debiti scaduti. La legge non impone che l'intero prezzo o una percentuale minima sia destinata ai debiti, purché la somma non sia irrisoria. Vince la Debitrice, con condanna degli Eredi alle spese.
Continua »
Azione Revocatoria: Vende Casa alla Nipote ma è Pagamento Lecito
Un creditore ha tentato di invalidare la vendita di un immobile tra una debitrice e sua nipote tramite un'azione revocatoria, sostenendo che l'atto danneggiasse le sue garanzie. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che la vendita non era un atto fraudolento, ma una forma di pagamento per debiti preesistenti e scaduti che la zia aveva verso la nipote. Pagare un debito dovuto, anche trasferendo un bene immobile invece di denaro (datio in solutum), è un atto legittimo e non soggetto ad azione revocatoria. La vendita è quindi valida e il creditore ha perso la causa.
Continua »
Azione Revocatoria: Trasferisce Immobili ma la Banca Vince
Due debitori fideiussori trasferiscono i propri immobili a una società a loro collegata. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria, sostenendo che l'atto pregiudica la sua garanzia. La società si difende affermando che il trasferimento era un 'adempimento di un debito scaduto' (un aumento di capitale), e quindi non revocabile. La Corte di Cassazione, però, non esamina il merito della questione. Dichiara il ricorso inammissibile perché la società non ha specificato in modo adeguato i documenti e i fatti a sostegno della sua tesi, violando le norme procedurali. Di conseguenza, la banca vince e il trasferimento degli immobili è dichiarato inefficace nei suoi confronti.
Continua »
Azione revocatoria: padre vende casa alla figlia, il Fisco vince
Un padre, con un ingente debito verso il Fisco, vende alla figlia la propria quota di un immobile. L'Agenzia delle Entrate agisce in giudizio per far dichiarare inefficace la vendita tramite un'azione revocatoria vendita immobile. La figlia si difende sostenendo che l'operazione serviva a pagare un altro debito scaduto con una banca e quindi non era revocabile. La Cassazione, confermando le decisioni precedenti, stabilisce un principio importante: la vendita di un bene per ottenere liquidità e pagare un debito non rientra nell'eccezione dell'adempimento di un debito scaduto. Di conseguenza, l'atto di vendita è revocabile. L'Agenzia delle Entrate vince e potrà pignorare l'immobile nonostante il passaggio di proprietà.
Continua »
Cessione del credito e revocatoria: quando è esclusa?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cessione del credito, effettuata da un debitore per saldare un'altra obbligazione già scaduta, non è soggetta ad azione revocatoria. Questo atto rientra nell'ipotesi di 'adempimento di un debito scaduto' prevista dall'art. 2901, comma 3, c.c., che esclude la revocabilità. La Corte ha chiarito che la legge non richiede al debitore di dimostrare l'assenza di altri mezzi di pagamento, rendendo la cessione una modalità di adempimento pienamente legittima e non revocabile, a prescindere dalla situazione patrimoniale del debitore.
Continua »