Due imputati, condannati per ricettazione, hanno proposto ricorso in Cassazione. Il primo ha contestato il calcolo della prescrizione legato alla recidiva. Il secondo ha eccepito l'inutilizzabilità delle prove basate sull'acquisizione dei tabulati telefonici, avvenuta prima della riforma del 2021, invocando una sentenza della Corte di Giustizia Europea. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha chiarito che l'acquisizione dei tabulati telefonici effettuata prima della nuova legge resta valida in base al principio del "tempus regit actum", poiché le sentenze europee non hanno effetto retroattivo automatico sulle norme procedurali nazionali già applicate. I ricorrenti sono stati condannati anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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