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Accompagnamento coatto

Definizione

Un ordine del giudice che dispone che un testimone, assente ingiustificato, venga prelevato e condotto in tribunale dalle forze dell'ordine per rendere la sua deposizione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Tentata estorsione e lesioni: ricorso generico bocciato
La vicenda riguarda un imputato accusato dei delitti di tentata estorsione e lesioni aggravate ai danni delle persone offese. I giudici di merito hanno condannato il soggetto valorizzando le dichiarazioni testimoniali delle vittime, la gravità delle violenze progressive e la condotta processuale negativa dell'accusato, condotto in aula con l'accompagnamento coatto. La difesa ha impugnato la sentenza lamentando vizi di motivazione e chiedendo le attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso difensivo perché privo della necessaria specificità e delle censure puntuali. I giudici ermellini hanno confermato la piena validità della pena inflitta e il diniego delle attenuanti, condannando l'imputato al pagamento delle spese di giudizio e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sospensione della prescrizione: risarcimento da rifare
Due coniugi, accusati di lesioni e minacce ai danni di una vicina, vedono i propri reati dichiarati prescritti in appello, ma restano condannati al risarcimento dei danni. Ricorrono in Cassazione sostenendo che la prescrizione fosse maturata prima del primo grado, contestando la sospensione dovuta all'astensione del loro difensore. La Suprema Corte respinge questo motivo, confermando che lo sciopero dell'avvocato blocca il processo prima di ogni altra verifica, determinando la corretta sospensione della prescrizione. Tuttavia, accoglie il ricorso per difetto di motivazione sulla responsabilità dei singoli coniugi e sul concorso nel reato. Di conseguenza, la Cassazione annulla la sentenza limitatamente agli effetti civili, rinviando la causa al giudice civile per un nuovo esame del risarcimento.
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Prova decisiva: quando il giudice può revocarla?
La Cassazione ha respinto il ricorso di un imputato condannato per minaccia, il quale lamentava la mancata assunzione di una prova decisiva, ossia un testimone. La Corte ha chiarito che la revoca di una prova ammessa d'ufficio dal giudice (ex art. 507 c.p.p.) non è sindacabile se motivata, specialmente se il quadro probatorio è completo e il teste è assente.
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