L'Agenzia delle Entrate ha notificato diversi avvisi di rettifica a una società immobiliare e ai suoi soci, contestando presunti ricavi non dichiarati sulla vendita di cinque appartamenti. L'ufficio ha rideterminato i corrispettivi applicando i parametri medi di mercato dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare. I giudici di primo e secondo grado hanno confermato le sanzioni e le maggiori imposte, considerando i dati statistici un riferimento sufficiente a provare un prezzo superiore a quello formalizzato negli atti notarili. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito del giudizio, stabilendo che un accertamento basato sui valori OMI non può reggersi esclusivamente su queste quotazioni. Tali dati integrano solo indizi generici e necessitano del riscontro di ulteriori prove gravi, precise e concordanti. La vertenza torna dunque al giudice di merito per una corretta e globale valutazione probatoria.
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