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Accensioni Ed Esplosioni Pericolose

Definizione

Reato contravvenzionale che punisce chi spara con armi da fuoco o compie esplosioni in un luogo abitato, lungo una pubblica via o in direzione di essa senza autorizzazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Accensioni ed esplosioni pericolose: da festa a reato penale
Tre manifestanti hanno lanciato bombe-carta, fumogeni e fuochi d'artificio contro una struttura carceraria durante il pomeriggio di Capodanno per manifestare solidarietà ai detenuti. I giudici di merito hanno condannato gli imputati alla pena pecuniaria dell'ammenda per la contravvenzione di accensioni ed esplosioni pericolose in luogo pubblico. I soggetti hanno impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, sostenendo la natura puramente festosa dell'evento, contestando il riconoscimento visivo eseguito dalle forze dell'ordine e negando l'effettiva pericolosità dei manufatti pirotecnici. La Suprema Corte ha respinto i ricorsi dichiarandoli inammissibili. I giudici hanno confermato la validità dell'identificazione tramite filmati e la concreta pericolosità dell'atto, condannando ciascun ricorrente anche al pagamento di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Accensioni ed esplosioni pericolose: fumo e condanna
Un manifestante ha acceso un fumogeno durante una manifestazione non autorizzata in una piazza gremita, provocando una densa nube di fumo che ha ridotto la visibilità e scatenando disordini. I giudici hanno confermato la condanna per il reato di accensioni ed esplosioni pericolose, escludendo sia la reazione ad atti arbitrari delle forze dell'ordine sia la particolare tenuità del fatto a causa della gravità della situazione pandemica e degli scontri generati.
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Spari nel bosco e accensioni ed esplosioni pericolose
Un cittadino ha sparato nove colpi di fucile contro un bersaglio fissato su un albero in un bosco per tarare l'arma da caccia. Il Tribunale lo ha condannato per il reato di accensioni ed esplosioni pericolose, sostenendo che i colpi fossero diretti verso un sentiero montano considerato via pubblica. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione. La difesa ha dimostrato, tramite una perizia tecnica, che il terreno era privato, incolto e che il sentiero era abbandonato e impraticabile. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha annullato la sentenza con rinvio. Il giudice di merito ha ignorato la perizia difensiva sulla natura dei luoghi, omettendo una motivazione adeguata sulla reale pericolosità della condotta.
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