Un imputato, accusato di traffico internazionale di droga per aver trasportato 106 ovuli di eroina, ha chiesto di sostituire la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il Tribunale di Roma ha respinto la sua richiesta. L'imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando l'illogicità della motivazione e la mancanza di elementi nuovi. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il rigetto degli arresti domiciliari. Ha ritenuto le argomentazioni già valutate o infondate, sottolineando l'inadeguatezza della misura domiciliare a recidere i contatti con il contesto criminale. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende.
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