Un'azienda che eseguiva scavi per la rete elettrica si è vista richiedere da un Comune quasi un milione di euro come 'oneri di degrado', basati su un regolamento locale. L'azienda ha contestato la richiesta, definendola una prestazione patrimoniale imposta illegittima. La Corte di Cassazione le ha dato ragione, stabilendo un principio fondamentale: i Comuni non possono inventare nuove tasse o contributi a carico di cittadini e imprese tramite i propri regolamenti. Qualsiasi obbligo di pagamento imposto d'autorità deve fondarsi su una legge nazionale. Poiché nessuna legge prevedeva questi 'oneri di degrado', la richiesta del Comune è stata annullata. La Corte ha chiarito che tali oneri non erano una penale contrattuale, ma un vero e proprio tributo mascherato e, come tale, illegale.
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