LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Uso di atto falso: testamento truccato ma scatta la prescrizione

Due soggetti hanno utilizzato un testamento olografo falso per farsi riconoscere eredi, riscuotendo canoni di locazione e presentando denunce di successione. Il Tribunale ha dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, individuando il momento della consumazione nella pubblicazione del testamento. Il Procuratore della Repubblica ha proposto ricorso, sostenendo che le condotte successive di gestione patrimoniale costituissero una reiterazione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che il reato di uso di atto falso è un reato istantaneo. La consumazione si esaurisce con il primo utilizzo del documento, mentre le attività successive rappresentano solo il godimento degli effetti del reato e non nuovi illeciti.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 38740 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 5 n. 38740/2023)

Il caso del testamento contraffatto e l’uso di atto falso

La falsificazione di un testamento rappresenta una delle vicende più delicate nel panorama giuridico, capace di scatenare lunghe battaglie legali. Nel caso in esame, due soggetti hanno utilizzato un testamento olografo (scritto interamente a mano dal testatore) risultato completamente falso. Uno dei due soggetti ha richiesto a un notaio il deposito e la pubblicazione della scheda testamentaria. Successivamente, entrambi hanno iniziato a comportarsi come effettivi eredi. Hanno richiesto volture catastali, presentato la denuncia di successione e riscosso i canoni di locazione degli immobili del defunto. Questa condotta ha integrato il reato di uso di atto falso, sollevando però un importante interrogativo sulla durata della condotta criminosa.

La differenza tra reato istantaneo e reato permanente

La questione centrale riguarda il momento esatto in cui il reato si considera compiuto. Il Tribunale di primo grado ha dichiarato che il reato era ormai estinto per prescrizione (la perdita del potere dello Stato di punire un reato a causa del tempo trascorso). Secondo il giudice, il reato si è consumato interamente nel momento in cui il testamento è stato pubblicato dal notaio. Il Procuratore della Repubblica ha invece impugnato questa decisione. Secondo l’accusa, ogni singola azione successiva, come la riscossione degli affitti o la stipula di nuovi contratti, costituiva una nuova e autonoma violazione della legge. Questa interpretazione avrebbe spostato in avanti la data di consumazione del reato, impedendo la prescrizione.

Le condotte successive alla pubblicazione del testamento

Per comprendere la decisione della Suprema Corte, occorre analizzare la natura del reato in questione. La legge distingue tra reati istantanei e reati permanenti. Nei reati permanenti, l’offesa alla legge si protrae nel tempo per volontà del colpevole. Nei reati istantanei, invece, l’azione criminosa si perfeziona e si esaurisce in un solo momento ben preciso. La difesa degli imputati ha sempre sostenuto che la pubblicazione del testamento avesse esaurito la condotta illecita. Le azioni successive non erano altro che la naturale conseguenza dello stato di erede apparentemente acquisito.

Le motivazioni della Cassazione sull’uso di atto falso

I giudici della Corte di Cassazione hanno rigettato il ricorso del Procuratore, confermando la decisione del Tribunale. La Suprema Corte ha chiarito che il delitto di uso di atto falso ha natura di reato istantaneo e non permanente. La consumazione del reato si esaurisce interamente nel momento in cui il soggetto fa uso per la prima volta del documento contraffatto. La circostanza che gli effetti dannosi di tale uso si protraggano nel tempo rappresenta semplicemente il risultato dell’azione criminosa iniziale, e non una nuova condotta punibile. Nel caso specifico, l’uso del testamento falso si è perfezionato con la sua pubblicazione. Le attività successive, come la riscossione dei canoni di affitto o la presentazione della denuncia di successione, non costituiscono un nuovo e autonomo utilizzo del testamento. Con tali comportamenti, i soggetti si sono limitati a spendere la loro qualità di eredi, godendo dei frutti del reato precedentemente commesso.

Le conclusioni sulla prescrizione dell’uso di atto falso

La sentenza della Cassazione stabilisce un confine netto tra la consumazione del reato e il godimento dei suoi effetti. Chi utilizza un testamento falso commette il reato di uso di atto falso nel momento esatto in cui presenta il documento al notaio per la pubblicazione. Da quel preciso istante inizia a decorrere il tempo necessario per la prescrizione del reato. Le azioni compiute in seguito per gestire l’eredità non interrompono questo termine, poiché rappresentano solo il godimento dei risultati dell’illecito originario. Di conseguenza, il ricorso dell’accusa è stato dichiarato inammissibile e la prescrizione del reato è stata confermata in via definitiva, lasciando gli imputati indenni da sanzioni penali.

Quando si consuma il reato di uso di atto falso?
Il reato si consuma nel momento esatto in cui il documento contraffatto viene utilizzato per la prima volta, ad esempio con la pubblicazione del testamento.

La riscossione di affitti successiva alla pubblicazione riapre i termini di prescrizione?
No, le azioni successive sono considerate solo effetti del reato già consumato e non fanno decorrere nuovamente i termini di prescrizione.

Qual è la differenza tra reato istantaneo e permanente in questo caso?
L’uso di atto falso è istantaneo perché si esaurisce con il primo utilizzo, mentre gli effetti economici successivi sono solo conseguenze dell’azione iniziale.

Termini giuridici

Uso di atto falso
Il comportamento di chi, senza aver concorso nella falsificazione, fa concretamente uso di un documento falso per ottenerne un vantaggio.
Reato istantaneo
Un illecito penale che si perfeziona e si consuma in un preciso momento temporale, senza che la condotta criminosa debba protrarsi nel tempo.
Prescrizione
La causa di estinzione del reato che si verifica quando sia decorso il tempo massimo stabilito dalla legge senza che sia intervenuta una sentenza definitiva.
Testamento olografo
Un testamento scritto interamente a mano, datato e firmato di pugno dal testatore.
Inammissibilità
Il rigetto di un ricorso o di una domanda per la mancanza dei requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, che impedisce l'esame del merito.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)