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Tabella giochi proibiti: condannato anche senza giochi d’azzardo

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del gestore di una sala biliardo per l’omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti. Secondo i giudici, questo obbligo non dipende dalla presenza effettiva di giochi d’azzardo nel locale, né dal possesso di una specifica autorizzazione. Il reato consiste nella semplice omissione, poiché la norma mira a informare preventivamente il pubblico e a tutelare l’ordine pubblico. L’obbligo si applica a tutti gli esercizi qualificabili come ‘sala da biliardo’ o ‘sala da gioco’, a prescindere da altre attività svolte. La Corte ha stabilito che la mancata affissione costituisce un reato e non un semplice illecito amministrativo, confermando la sanzione penale.

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Pubblicato il 3 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 3 Num. 23947 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 3 n. 23947/2023)

Tabella giochi proibiti: quando la semplice omissione è reato

La gestione di un locale pubblico, come un bar o una sala giochi, impone il rispetto di numerose regole per tutelare la sicurezza e l’ordine pubblico. Una di queste riguarda l’obbligo di informare la clientela sui giochi non permessi dalla legge. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che l’omessa esposizione della tabella dei giochi proibiti costituisce un reato, anche in assenza di attività illecite conclamate. Questo principio si applica a tutti gli esercenti, come vedremo analizzando un caso specifico.

Il caso: una sala biliardo senza la tabella obbligatoria

La vicenda ha origine da un controllo effettuato dalle forze dell’ordine all’interno di una sala biliardo. Durante l’ispezione, gli agenti hanno accertato che il gestore del locale non aveva esposto la tabella che elenca i giochi vietati, come prescritto dal Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.). Di conseguenza, il gestore è stato accusato del reato di omessa esposizione di tale avviso. Il suo ruolo di responsabile è stato confermato dal fatto che si era presentato come titolare al momento del controllo e aveva ricevuto i verbali senza contestazioni.

Le argomentazioni della difesa

L’esercente ha tentato di difendersi sostenendo diversi punti. In primo luogo, ha affermato che l’obbligo di esporre la tabella riguarderebbe solo le sale da gioco ‘autorizzate’ e non il suo locale, che era una semplice sala biliardo. In secondo luogo, ha sottolineato che nel suo esercizio non era presente alcun gioco d’azzardo o proibito, ma solo due tavoli da biliardo. Pertanto, a suo avviso, l’obbligo non sussisteva. Infine, ha sostenuto che la sua condotta, al massimo, avrebbe dovuto essere punita con una sanzione amministrativa e non con una condanna penale.

L’omessa esposizione della tabella giochi proibiti è un dovere generale

La Corte di Cassazione ha respinto tutte le argomentazioni del gestore. I giudici hanno chiarito che la legge ha uno scopo preventivo: proteggere la collettività e l’ordine pubblico da un settore sensibile come quello del gioco d’azzardo. L’obbligo di esporre la tabella non serve a punire chi già pratica giochi illegali, ma a informare chiunque entri nel locale su cosa sia lecito e cosa no. La norma, secondo l’interpretazione della Corte, si applica a ‘tutte le sale da biliardo o da gioco’. La semplice presenza di tavoli da biliardo è sufficiente a qualificare il locale come tale e, di conseguenza, a far scattare l’obbligo. Non è necessario che vi siano altri giochi o che il locale sia specificamente autorizzato per il gioco d’azzardo.

Le motivazioni della Cassazione: la tutela della pubblica sicurezza

La Corte ha spiegato che la legge intende sottoporre a un controllo rigoroso qualsiasi luogo dove si possa giocare. L’obbligo di affissione è una condizione fondamentale per la trasparenza e la legalità dell’attività. Accettare la tesi del gestore porterebbe a una conclusione assurda: un locale completamente abusivo sarebbe trattato meglio di uno autorizzato. La Cassazione ha inoltre confermato la natura penale della violazione. La semplice ‘mancata affissione’ viola l’articolo 110 del T.U.L.P.S. ed è punita penalmente dall’articolo 17 dello stesso testo. Si tratta di un reato formale, che si perfeziona con la sola omissione, a prescindere dalle intenzioni del gestore o dalla presenza effettiva di giochi vietati.

Le conclusioni: confermata la condanna per l’omissione

In conclusione, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del gestore e ha confermato la sua condanna. L’esercente è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali. Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: chiunque gestisca un locale qualificato come ‘sala da biliardo’ o ‘sala da gioco’ ha il dovere di esporre la tabella dei giochi proibiti. Non farlo è un reato, perché viene meno a un obbligo di informazione e trasparenza posto a tutela dell’intera collettività.

L’obbligo di esporre la tabella dei giochi proibiti vale anche per un bar con solo un biliardo?
Sì, secondo la Cassazione la norma si applica a ‘tutte le sale da biliardo o da gioco’. La presenza di un biliardo qualifica il locale come tale e fa scattare l’obbligo di esposizione della tabella.

Cosa rischio se non espongo la tabella dei giochi proibiti nel mio locale?
L’omessa esposizione è una contravvenzione, cioè un reato. Si rischia una condanna penale che prevede l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda, come stabilito dall’art. 17 del T.U.L.P.S.

Vengo punito anche se nel mio locale non ci sono slot machine o altri giochi d’azzardo?
Sì. Il reato consiste nella semplice omissione di esporre la tabella. Non è necessario che nel locale si pratichino effettivamente giochi proibiti. Lo scopo della norma è informare preventivamente il pubblico.

Termini giuridici

T.U.L.P.S.
Acronimo di Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. È una legge fondamentale che raccoglie le norme relative alla sicurezza e all'ordine pubblico in Italia.
Contravvenzione
Un tipo di reato considerato meno grave rispetto al 'delitto'. È punito con pene più lievi, come l'arresto o l'ammenda.
Precetto
È il comando o l'obbligo contenuto in una norma giuridica. In questo caso, è l'obbligo di esporre la tabella dei giochi.
Sanzione
È la punizione prevista dalla legge per chi non rispetta il precetto, ossia il comando imposto dalla norma.
Depenalizzazione
Il processo con cui un comportamento, prima considerato reato, viene trasformato in un illecito amministrativo, punibile solo con una sanzione pecuniaria.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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