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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide

Un’associazione sportiva ha impugnato un estratto di ruolo relativo a un avviso di accertamento non notificato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la nuova normativa che limita l’impugnabilità dell’estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che l’azione è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l’esclusione da appalti pubblici, requisito non provato nel caso di specie.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Impugnabilità Estratto di Ruolo: Stop della Cassazione ai Ricorsi Senza Prova di Pregiudizio

L’impugnabilità estratto di ruolo è da tempo un tema caldo nel contenzioso tributario. Per anni, i contribuenti che scoprivano un debito fiscale solo tramite questo documento hanno potuto agire in giudizio per contestare la mancata notifica dell’atto presupposto, come una cartella di pagamento o un avviso di accertamento. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 17396/2024, consolida un nuovo e più restrittivo orientamento, dichiarando inammissibili tali ricorsi se non viene dimostrato un pregiudizio concreto e attuale. Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine dal ricorso di un’associazione sportiva dilettantistica contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. L’associazione aveva impugnato un estratto di ruolo relativo a un avviso di accertamento esecutivo per imposte Ires, Iva e Irap relative all’anno 2011, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica dell’atto impositivo originario. La CTR aveva rigettato le sue doglianze, spingendo l’associazione a ricorrere in Cassazione.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sull’applicazione di una norma introdotta nel 2021 (art. 3-bis del D.L. n. 146/2021) che ha modificato radicalmente le regole del gioco. Questa nuova disposizione stabilisce che l’estratto di ruolo, in sé, non è un atto impugnabile. Di conseguenza, il contribuente può contestare direttamente il ruolo o la cartella di pagamento che presume non notificata solo in casi specifici e tassativi.

Le Motivazioni

Il cuore della decisione risiede nell’interpretazione e nell’applicazione della nuova normativa e nella sua portata retroattiva. La Corte ripercorre l’evoluzione giurisprudenziale e legislativa in materia.

Dal Vecchio al Nuovo Orientamento

In passato, le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 19704/2015) avevano riconosciuto al contribuente il diritto di impugnare la cartella di pagamento, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, per far valere l’invalidità della notifica. Questo orientamento garantiva un’ampia tutela, permettendo al contribuente di recuperare il diritto a difendersi nel merito.

L’Intervento del Legislatore del 2021

Tuttavia, il legislatore è intervenuto per limitare questo tipo di contenzioso, spesso avviato a distanza di molti anni dall’emissione degli atti. La nuova norma (art. 12, comma 4-bis, D.P.R. n. 602/1973) stabilisce una regola chiara: l’estratto di ruolo non è impugnabile. L’impugnazione diretta del ruolo o della cartella non notificata è ammessa solo se il debitore dimostra che dall’iscrizione a ruolo deriva un pregiudizio specifico, come:

1. L’impossibilità di partecipare a una procedura di appalto pubblico.
2. Il blocco della riscossione di somme dovute da soggetti pubblici.
3. La perdita di un beneficio nei rapporti con la pubblica amministrazione.

L’Applicazione ai Giudizi Pendenti

Un punto cruciale, confermato dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 26283/2022, è che questa nuova e più restrittiva disciplina si applica anche ai giudizi già in corso al momento della sua entrata in vigore. Nel caso di specie, l’associazione ricorrente non ha allegato né dimostrato di subire uno dei pregiudizi tassativamente previsti dalla legge. La semplice affermazione di non aver ricevuto l’atto presupposto non è più sufficiente a fondare l’interesse ad agire. Pertanto, il suo ricorso è stato giudicato inammissibile.

Le Conclusioni

Questa ordinanza conferma un cambiamento significativo per i contribuenti. L’impugnabilità estratto di ruolo è ora un’eccezione e non più la regola. Per poter agire in giudizio contro un atto impositivo mai notificato, ma di cui si è venuti a conoscenza tramite l’estratto, non basta più lamentare la violazione del diritto di difesa. È indispensabile provare l’esistenza di un danno concreto, immediato e riconducibile a una delle specifiche ipotesi previste dalla legge. Questo richiede un cambio di strategia difensiva, che deve concentrarsi non solo sul vizio procedurale della notifica, ma soprattutto sulla dimostrazione di un pregiudizio qualificato.

È ancora possibile impugnare un estratto di ruolo per contestare un atto fiscale mai notificato?
No, l’estratto di ruolo in sé non è più un atto impugnabile. La nuova normativa, come applicata dalla Cassazione, lo esclude espressamente.

La nuova legge sulla non impugnabilità dell’estratto di ruolo si applica anche ai processi già in corso?
Sì. La Corte di Cassazione, citando una precedente sentenza delle Sezioni Unite (n. 26283/2022), ha confermato che la nuova e più restrittiva disciplina si applica anche ai giudizi pendenti al momento della sua entrata in vigore.

In quali casi specifici si può ancora agire in giudizio contro un ruolo o una cartella non notificati, dopo le nuove norme?
È possibile agire direttamente contro il ruolo o la cartella non notificati solo se il contribuente dimostra che l’iscrizione a ruolo gli causa un pregiudizio concreto, come l’impedimento a partecipare ad appalti pubblici, il blocco di pagamenti da parte di enti pubblici, o la perdita di benefici nei rapporti con la pubblica amministrazione.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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