Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 17442 Anno 2024
Civile Ord. Sez. 5 Num. 17442 Anno 2024
PresidRAGIONE_SOCIALE: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data pubblicazione: 25/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso iscritto al n. 20746/2022 R.G. proposto da:
RAGIONE_SOCIALE, elettivamRAGIONE_SOCIALE domiciliata in INDIRIZZO, presso lo studio dell’avvocato COGNOME (CODICE_FISCALE) e rappresentato e difeso dagli avvocati COGNOME NOME (CODICE_FISCALE) e COGNOME NOME (CODICE_FISCALE)
-ricorrRAGIONE_SOCIALE–
contro
COMUNE
DI
PALERMO
-intimato- avverso SENTENZA di COMM.TRIB.REG. SICILIA n. 1015/2022 depositata il 07/02/2022,
udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 14/06/2024 dal Consigliere NOME COGNOME.
RILEVATO
1.La RAGIONE_SOCIALE ed evangelista ha impugnato l’avviso di accertamento, con cui il Comune di Palermo ha preteso il pagamento dell’i.c.i. per l’anno 2010, negando l’esenzione di cui all’art. 7 del d.lgs. n. 504 del 1992.
Il ricorso è stato rigettato in primo grado.
3.L’appello della RAGIONE_SOCIALE è stato rigettato. Nella sRAGIONE_SOCIALEnza della Commissione tributaria regionale si legge che, sebbene i primi giudici abbiano commesso un errore, essendo l’immobile accatastato come B5 (scuole e laboratori), i locali sono utilizzati da una RAGIONE_SOCIALE e, secondo la giurisprudenza di legittimità, l’esenzione ai sensi dell’art. 7, comma 1, lett. i, d.lgs. n. 504 del 1992 non spetta in caso di utilizzazione indiretta.
RAGIONE_SOCIALE ha proposto ricorso per cassazione e depositato successiva memoria in cui ha invocato lo ius superveniens (art. 1, comma 71, della legge n. 213 del 2023).
5.Il Comune, pur ritualmRAGIONE_SOCIALE evocato in giudizio, non si è costituito.
6.La causa è stata trattata e decisa all’adunanza camerale del 14 giugno 2024.
CONSIDERATO
1.La ricorrRAGIONE_SOCIALE ha dedotto: 1) la violazione, ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod.proc.civ., dell’art. 7, comma 1, lett. d) ed i) del d.lgs. n. 504 del 1992, ai sensi del quale l’esenzione deve essere estesa a tutte le ipotesi in cui il bene sia utilizzato per le finalità indicate, realizzate tramite l’esercizio di un’attività non imprenditoriale, e, dunque, anche nelle ipotesi in cui sia utilizzato in via indiretta, purché senza finalità distorsive, come, nel caso di specie, in cui è stato concesso in comodato, senza alcun corristtivo, ad un RAGIONE_SOCIALE non commerciale (RAGIONE_SOCIALE); 2) la violazione,
ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 4, cod.proc.civ., degli artt. 132 cod.proc.civ. e 118 disp.att.cod.proc.civ., per la apparenza della motivazione.
Il secondo motivo, avRAGIONE_SOCIALE ad oggetto la carenza della motivazione, è pregiudiziale rispetto al primo, ma è infondato, atteso che la sRAGIONE_SOCIALEnza esplicita in modo chiaro ed esaustivo le ragioni della decisione, senza soffermarsi sull’accertamento di circostanze fattuali irrilevanti alla luce dell’interpretazione prescelta.
Il primo motivo di ricorso è fondato e merita accoglimento, anche alla luce della norma di interpretazione autentica di cui all’art. 1, comma 71 della legge n. 213 del 2023, ai sensi della
quale
nonché le norme da questo richiamate o sostituite si interpretano nel senso che: a) gli immobili si intendono posseduti anche nel caso in cui sono concessi in comodato a un soggetto di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al d.P.R. n. 917 del 1986 funzionalmRAGIONE_SOCIALE o strutturalmRAGIONE_SOCIALE collegato al concedRAGIONE_SOCIALE, a condizione che il comodatario svolga nell’immobile esclusivamRAGIONE_SOCIALE le attività previste dall’art. 7, comma 1, lett. i, del d.gs. n. 504 del 1992, con modalità non commerciali; b) gli immobili si intendono utilizzati quando sono strumentali alle destinazioni di cui all’art. 7, comma 1, lett. i, del d.lgs. n. 504 del 1992, anche in assenza di esercizio attuale delle attività stesse, purché essa non determini la cessazione definitiva della strumentalità.
In proposito deve rilevarsi che la norma in esame è chiaramRAGIONE_SOCIALE definita di interpretazione autentica, anche in virtù del richiamo all’art. 1, comma 2, dello Statuto del contribuRAGIONE_SOCIALE e si riferisce all’art. 1, comma 759, lett. g, della legge n. 160 del 2019 e alle norme da questo richiamate o sostituite, sicché vale anche relativamRAGIONE_SOCIALE all’i.c.i. ed in particolare all’art. 7, comma 1, lett. i,
del d.lgs. n. 504 del 1992, espressamRAGIONE_SOCIALE richiamato dall’art. 1, comma 759, lett g della legge n. 160 del 2019.
Solo per completezza va evidenziato che la natura interpretativa della norma in esame si giustifica alla luce di quell’orientamento di questa Corte, secondo cui, in tema di imposta comunale sugli immobili, l’esenzione di cui all’art. 7, comma 1, lett. a), del d.lgs. n. 504 del 1992 spetta non soltanto se l’immobile è direttamRAGIONE_SOCIALE utilizzato dall’RAGIONE_SOCIALE possessore (nella specie, una fondazione di religione e di culto) per lo svolgimento di compiti istituzionali, ma anche se il bene, concesso in comodato gratuito, sia utilizzato da un altro RAGIONE_SOCIALE non commerciale per lo svolgimento di attività meritevoli previste dalla norma agevolativa, al primo strumentalmRAGIONE_SOCIALE collegato ed appartenRAGIONE_SOCIALE alla stessa struttura del concedRAGIONE_SOCIALE (Cass., Sez. 5, 18 dicembre 2015, n. 25508).
4.In conclusione, il ricorso deve essere accolto in virtù del seguRAGIONE_SOCIALE principio di diritto: in tema di i.c.i., alla luce dell’interpretazione autentica dell’art. 1, comma 71, legge n. 213 del 2023, che vale pure relativamRAGIONE_SOCIALE alle norme richiamate e, quindi, relativamRAGIONE_SOCIALE al d.lgs. n. 504 del 1992, gli immobili si intendono posseduti anche nel caso in cui sono concessi in comodato a un soggetto di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, funzionalmRAGIONE_SOCIALE o strutturalmRAGIONE_SOCIALE collegato al concedRAGIONE_SOCIALE, a condizione che il comodatario svolga nell’immobile esclusivamRAGIONE_SOCIALE le attività previste dall’art. 7, comma 1, lett. i, del d.gs. n. 504 del 1992, con modalità non commerciali.
La sRAGIONE_SOCIALEnza impugnata conseguRAGIONE_SOCIALEmRAGIONE_SOCIALE va cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, in diversa composizione, al fine degli accertamenti di fatto rilevanti, che non sono stati svolti dai giudici di merito in considerazione della diversa interpretazione seguita. Al giudice del rinvio si
demanda anche alla regolamentazione delle spese di questo giudizio di legittimità.
P.Q.M.
La Corte:
accoglie il primo motivo di ricorso, rigettato il secondo, e cassa la sRAGIONE_SOCIALEnza impugnata, con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia, in diversa composizione, a cui demanda anche la regolamentazione delle spese di questo giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, il 14/06/2024.