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Esenzione ICI per immobili in comodato: la Cassazione

Una parrocchia ha richiesto l’esenzione ICI per un immobile concesso in comodato gratuito a una ONLUS per attività scolastiche. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge di interpretazione autentica (L. 213/2023), ha stabilito che l’esenzione ICI si estende anche all’utilizzo indiretto, a condizione che l’utilizzatore sia un ente non commerciale collegato al proprietario e svolga esclusivamente le attività meritevoli previste dalla legge. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla corte territoriale per un nuovo esame dei fatti.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Esenzione ICI per Immobili in Comodato a Enti Non Profit: La Svolta della Cassazione

La questione dell’esenzione ICI per gli immobili di proprietà di enti non commerciali, ma utilizzati da altri soggetti per finalità meritevoli, è da sempre al centro di un acceso dibattito giuridico. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento decisivo, grazie all’applicazione di una nuova norma di interpretazione autentica. Vediamo nel dettaglio come la Suprema Corte ha risolto una controversia tra una parrocchia e un Comune, stabilendo un principio di diritto di fondamentale importanza per tutto il terzo settore.

I Fatti del Caso: La Controversia tra la Parrocchia e il Comune

Una parrocchia si è vista recapitare un avviso di accertamento dal Comune di riferimento per il mancato pagamento dell’ICI relativa all’anno 2010. L’immobile in questione, di proprietà della parrocchia, era stato concesso in comodato d’uso gratuito a una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale) che lo utilizzava come scuola e laboratorio. La parrocchia ha impugnato l’atto, sostenendo di avere diritto all’esenzione prevista dall’art. 7 del d.lgs. 504/1992, in quanto l’immobile era destinato a finalità non commerciali.

Sia in primo grado che in appello, le ragioni della parrocchia sono state respinte. I giudici tributari regionali, pur riconoscendo che l’immobile era utilizzato da una ONLUS per attività istituzionali, hanno negato il beneficio fiscale sulla base di un orientamento restrittivo: l’esenzione non spetterebbe in caso di ‘utilizzazione indiretta’ del bene.

L’Intervento Decisivo della Legge e l’impatto sull’Esenzione ICI

La parrocchia ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, è intervenuto un fattore determinante: l’entrata in vigore dell’art. 1, comma 71, della legge n. 213 del 2023. Questa norma, definita di ‘interpretazione autentica’, ha il potere di chiarire retroattivamente il significato delle leggi sull’esenzione fiscale per gli immobili degli enti non commerciali.

La Norma di Interpretazione Autentica

La nuova legge ha stabilito due punti cruciali:
1. Gli immobili si considerano ‘posseduti’ ai fini dell’esenzione anche quando sono concessi in comodato a un altro ente non commerciale (soggetto di cui all’art. 73, comma 1, lett. c del TUIR), a condizione che quest’ultimo sia funzionalmente o strutturalmente collegato al concedente.
2. Il comodatario (cioè chi riceve l’immobile) deve svolgere nell’edificio, in via esclusiva e con modalità non commerciali, le attività meritevoli previste dalla normativa sull’esenzione.

Questo intervento legislativo ha di fatto sconfessato l’interpretazione restrittiva che negava l’esenzione in caso di utilizzo indiretto tramite comodato.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della parrocchia proprio alla luce di questo ius superveniens. I giudici hanno affermato che la norma di interpretazione autentica si applica a tutte le fattispecie passate, inclusa quella relativa all’ICI, e quindi anche al caso in esame.

La Corte ha enunciato un chiaro principio di diritto: in tema di ICI, un immobile si considera posseduto e utilizzato per finalità che danno diritto all’esenzione anche quando è concesso in comodato a un ente non commerciale funzionalmente collegato al proprietario. Le condizioni essenziali sono che il comodatario svolga nell’immobile esclusivamente le attività previste dalla legge per l’esenzione e che tali attività siano condotte con modalità non commerciali.

Di conseguenza, la sentenza della Commissione tributaria regionale, basata su un’interpretazione ormai superata, è stata cassata. Il caso è stato rinviato allo stesso organo giudicante, in diversa composizione, che dovrà riesaminare la vicenda applicando il nuovo principio. Spetterà quindi ai giudici di merito verificare in concreto la sussistenza di tutti i requisiti, come il collegamento funzionale tra la parrocchia e la ONLUS e la natura non commerciale delle attività svolte.

Le Conclusioni

Questa ordinanza rappresenta una vittoria significativa per gli enti non commerciali e il mondo del volontariato. La Corte di Cassazione, grazie al supporto del legislatore, ha consolidato un’interpretazione estensiva e ragionevole della norma sull’esenzione ICI. Viene così riconosciuto il valore sociale delle sinergie tra enti non profit, chiarendo che la concessione di un immobile in comodato gratuito per finalità meritevoli non deve essere penalizzata fiscalmente. La decisione assicura maggiore certezza del diritto e supporta le collaborazioni all’interno del terzo settore, fondamentali per lo svolgimento di attività di rilevanza sociale sul territorio.

Un immobile di proprietà di un ente non commerciale, dato in comodato gratuito a un’altra ONLUS, ha diritto all’esenzione ICI?
Sì, secondo la Corte di Cassazione e alla luce della L. 213/2023, l’esenzione spetta a condizione che l’ente utilizzatore (comodatario) sia funzionalmente o strutturalmente collegato al proprietario e svolga nell’immobile, in via esclusiva e con modalità non commerciali, le attività previste dalla legge per il beneficio fiscale.

La nuova legge di interpretazione autentica (L. 213/2023) si applica anche a controversie passate relative all’ICI?
Sì, la sentenza chiarisce che la norma, avendo natura di interpretazione autentica, ha efficacia retroattiva. Pertanto, si applica anche alle controversie pendenti relative a periodi d’imposta precedenti alla sua entrata in vigore, come nel caso di specie che riguardava l’ICI per l’anno 2010.

Quali sono le condizioni necessarie per ottenere l’esenzione ICI in caso di utilizzo indiretto dell’immobile?
Le condizioni sono tre: 1) l’immobile deve essere concesso in comodato a un soggetto qualificato come ente non commerciale; 2) deve esistere un collegamento funzionale o strutturale tra l’ente proprietario e l’ente utilizzatore; 3) l’utilizzatore deve svolgere nell’immobile esclusivamente le attività meritevoli previste per l’esenzione, operando con modalità non commerciali.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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