LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Abuso del diritto: legittima la società per ristrutturare

La Corte di Cassazione ha stabilito che non costituisce abuso del diritto la creazione di una società controllata per eseguire lavori di ristrutturazione immobiliare, anche se ciò comporta un vantaggio fiscale come la detrazione IVA. La decisione si fonda sulla presenza di valide ragioni economiche e organizzative, come la necessità di separare l’attività di ristrutturazione da quella principale (socio-sanitaria) della società controllante e di rispettare i limiti imposti dall’oggetto sociale di quest’ultima. Secondo la Corte, se l’operazione non ha come scopo predominante ed esclusivo il risparmio d’imposta, non può essere considerata elusiva.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Abuso del Diritto: Quando la Riorganizzazione Aziendale è Legittima?

L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 17245/2024 offre un’importante chiave di lettura sul tema dell’abuso del diritto in ambito fiscale. La pronuncia chiarisce che la costituzione di una società ad hoc per la realizzazione di un’operazione immobiliare non è automaticamente elusiva, anche se comporta un vantaggio fiscale. Se alla base della scelta vi sono valide e concrete ragioni economiche, l’operazione è da considerarsi legittima. Vediamo nel dettaglio il caso e le motivazioni della Corte.

I Fatti di Causa

Una società operante nel settore socio-sanitario, le cui prestazioni sono esenti da IVA, intendeva riqualificare un vasto complesso immobiliare (un ex seminario) per trasformarlo in una struttura sanitaria polifunzionale. Per realizzare questa complessa opera di ristrutturazione, la società madre (controllante) ha costituito una società interamente controllata.

L’Agenzia delle Entrate ha contestato questa operazione, sostenendo che si trattasse di un caso di abuso del diritto. Secondo l’Ufficio, la creazione della nuova società era finalizzata unicamente a consentire l’indebita detrazione dell’IVA sui costi di ristrutturazione, un vantaggio che la controllante, svolgendo attività esente, non avrebbe potuto ottenere direttamente. A sostegno della tesi, l’Agenzia evidenziava diversi indici: la controllata aveva pochi dipendenti, fruiva di finanziamenti gratuiti dalla controllante e non percepiva alcun corrispettivo per la gestione dei lavori, registrando di conseguenza perdite consistenti.

L’Analisi della Corte e il concetto di abuso del diritto

La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. Il punto centrale della decisione risiede nella distinzione tra un’operazione che persegue un mero risparmio fiscale e una che, pur generando un vantaggio fiscale, è supportata da solide ragioni extrafiscali.

La Prova delle Valide Ragioni Economiche

La Corte ha ritenuto che la società contribuente avesse fornito la prova di una valida ragione economica e organizzativa per la costituzione della società controllata. Nello specifico, l’oggetto sociale della società madre le consentiva di effettuare interventi di ristrutturazione solo su immobili dove già svolgeva i propri servizi assistenziali. L’intervento sul nuovo complesso immobiliare, che era solo in fase di progettazione, esulava quindi dai limiti del suo oggetto sociale.

Questa limitazione non era un mero pretesto, ma una razionale scelta imprenditoriale volta a:
1. Separare i rischi: Distinguere il rischio d’impresa legato alla complessa opera di ristrutturazione immobiliare da quello della gestione dei servizi socio-sanitari.
2. Specializzazione: Dedicare una struttura societaria apposita alla gestione del progetto, con una focalizzazione specifica sulle fasi di realizzazione.

Di conseguenza, la scelta di creare una nuova entità giuridica non era artificiosa, ma rispondeva a una logica imprenditoriale convincente.

Quando un Vantaggio Fiscale non è Indebito?

I giudici hanno ribadito un principio fondamentale, derivato anche dalla giurisprudenza europea: si ha abuso del diritto solo quando lo scopo di ottenere un risparmio d’imposta è l’elemento “predominante ed assorbente” dell’intera operazione. Se, al contrario, l’operazione può essere spiegata da motivazioni diverse dal mero intento elusivo, come quelle economiche e organizzative dimostrate in questo caso, il divieto di abuso non si applica.

Le motivazioni

La Corte Suprema ha motivato il rigetto del ricorso dell’Agenzia delle Entrate sulla base di una chiara linea di ragionamento. In primo luogo, ha evidenziato come la motivazione della Commissione Tributaria Regionale, sebbene sintetica, fosse sufficiente a illustrare il percorso logico seguito. La CTR aveva correttamente individuato una “specifica ragione economica ed organizzativa” nella scelta della società, legata ai limiti derivanti dall’oggetto sociale della controllante. Tale ragione non era meramente ancillare o accessoria al vantaggio fiscale, ma ne costituiva il fondamento principale.

In secondo luogo, la Cassazione ha precisato che, in materia di IVA (un tributo armonizzato a livello europeo), la condotta è abusiva solo se l’operazione ha come scopo essenziale quello di eludere il fisco. In questo caso, l’intervento era funzionale a rendere l’immobile idoneo a svolgere in futuro i servizi della controllante, una finalità economico-imprenditoriale rilevante e autonoma. L’apparente antieconomicità di alcuni aspetti (come il finanziamento infruttifero) si ricomponeva se analizzata all’interno della complessa operazione economica del gruppo. Pertanto, mancava l’elemento soggettivo dell’abuso, ovvero l’intento primario di conseguire un vantaggio fiscale indebito.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza n. 17245/2024 rafforza il principio secondo cui la libertà di scelta economica dell’imprenditore deve essere rispettata, a meno che non si dimostri che tale scelta sia stata strumentalizzata al solo fine di aggirare le norme fiscali. La presenza di valide ragioni extrafiscali, concrete e dimostrabili, è sufficiente a legittimare un’operazione, anche quando da essa consegua un legittimo risparmio d’imposta. Questa decisione fornisce un importante punto di riferimento per le imprese che strutturano operazioni complesse, sottolineando che la pianificazione fiscale è lecita finché non sconfina in costruzioni artificiose prive di sostanza economica.

Quando la creazione di una nuova società per gestire una ristrutturazione è considerata abuso del diritto?
Secondo la Corte, non si ha abuso del diritto se la costituzione della nuova società è giustificata da valide ragioni economiche e organizzative che vanno oltre il semplice ottenimento di un vantaggio fiscale. In questo caso, la ragione era la limitazione dell’oggetto sociale della società madre, che non le permetteva di eseguire direttamente quel tipo di lavori su un immobile non ancora operativo.

Qual è il criterio principale per distinguere un legittimo risparmio fiscale da un’operazione abusiva?
Il criterio fondamentale è lo scopo dell’operazione. Si ha abuso solo quando l’ottenimento del vantaggio fiscale è lo scopo “predominante ed assorbente” dell’intera operazione. Se esistono altre finalità economico-imprenditoriali rilevanti e concrete, l’operazione è legittima, anche se produce un risparmio d’imposta.

A chi spetta l’onere della prova in un caso di presunto abuso del diritto?
Incombe all’Amministrazione Finanziaria (in questo caso, l’Agenzia delle Entrate) provare sia il disegno elusivo sia le modalità con cui sono stati alterati gli schemi negoziali classici. A sua volta, è onere del contribuente dimostrare l’esistenza di valide giustificazioni economiche, diverse dal mero risparmio tributario, che sono alla base dell’operazione contestata.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati