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Ricorso Cassazione personale: quando è inammissibile?

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato contro una condanna penale. La decisione si fonda sulla modifica normativa del 2017, che ha reso obbligatorio il patrocinio di un avvocato iscritto all’albo speciale per poter presentare un ricorso Cassazione personale, eliminando la possibilità per la parte di agire autonomamente. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Cassazione Personale: La Cassazione Ribadisce l’Inammissibilità

Presentare un ricorso Cassazione personale in materia penale è una scelta procedurale con conseguenze molto serie, come dimostra una recente ordinanza della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: dopo la riforma del 2017, l’imputato non può più presentare personalmente l’atto di ricorso, ma deve necessariamente avvalersi di un difensore abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Analizziamo insieme la decisione e le sue implicazioni.

Il Caso in Esame

Un individuo, a seguito di una condanna per violazione delle norme previste dal Codice Antimafia (D.lgs. 159/2011), confermata in secondo grado dalla Corte d’Appello, decideva di impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. L’aspetto cruciale della vicenda risiede nel fatto che l’imputato presentava il ricorso personalmente, senza l’assistenza di un legale iscritto nell’apposito albo speciale.

La Questione Giuridica: È Valido un Ricorso Cassazione Personale?

Il nodo centrale della questione era stabilire se, alla luce della normativa vigente, l’imputato avesse la legittimazione a proporre autonomamente l’impugnazione di legittimità. La risposta della Corte è stata netta e negativa, basandosi su una precisa modifica legislativa che ha cambiato le regole del gioco processuale.

L’Impatto della Riforma Orlando

La chiave di volta è l’articolo 613 del codice di procedura penale. Prima della modifica introdotta dalla Legge n. 103 del 2017 (nota come Riforma Orlando), la norma consentiva alla parte di provvedere personalmente al ricorso. Tuttavia, la riforma ha soppresso le parole “Salvo che la parte non vi provveda personalmente”, rendendo di fatto obbligatorio il patrocinio di un difensore cassazionista. Dal 3 agosto 2017, data di entrata in vigore della modifica, qualsiasi ricorso, memoria o motivo nuovo presentato alla Corte di Cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all’albo speciale.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Settima Sezione Penale ha dichiarato il ricorso manifestamente inammissibile. I giudici hanno spiegato che il ricorso Cassazione personale è stato proposto da un soggetto non più legittimato a farlo. La mancanza del patrocinio di un difensore tecnico abilitato costituisce un vizio insanabile che impedisce alla Corte di esaminare il merito delle censure sollevate.

La Corte ha qualificato l’inammissibilità ai sensi dell’articolo 591, comma 1, lettera a) del codice di procedura penale, che sanziona proprio i casi in cui l’impugnazione è proposta da chi non ne ha il diritto. Trattandosi di un’inammissibilità palese e derivante direttamente dalla legge, la Corte ha potuto utilizzare la procedura semplificata, decidendo de plano senza udienza pubblica.

Le Conclusioni

La decisione riafferma un principio ormai consolidato: nel processo penale di legittimità, il ruolo del difensore tecnico specializzato è imprescindibile. Chi intende contestare una sentenza di condanna dinanzi alla Corte di Cassazione deve obbligatoriamente affidarsi a un avvocato cassazionista. L’inosservanza di questa regola procedurale comporta conseguenze gravi: la declaratoria di inammissibilità del ricorso e, come stabilito dall’articolo 616 c.p.p., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata fissata in 3.000 euro. Questa ordinanza serve da monito sull’importanza di conoscere e rispettare scrupolosamente le norme processuali per non vedere preclusa la possibilità di far valere le proprie ragioni nell’ultimo grado di giudizio.

È possibile per un imputato presentare personalmente un ricorso per Cassazione in materia penale?
No. A seguito della riforma legislativa del 2017, l’articolo 613 del codice di procedura penale prevede che l’atto di ricorso debba essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.

Cosa succede se un ricorso per Cassazione viene presentato personalmente dall’imputato?
Il ricorso viene dichiarato manifestamente inammissibile. La Corte non entra nel merito dei motivi proposti, in quanto l’impugnazione è stata presentata da un soggetto non legittimato a farlo secondo la legge processuale vigente.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
In base all’articolo 616 del codice di procedura penale, la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma pecuniaria in favore della cassa delle ammende, il cui importo viene stabilito dal giudice.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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