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Particolare tenuità del fatto: quando è inammissibile

La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi: l’eccezione sulla nullità della notifica era tardiva e la richiesta di applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta in quanto la valutazione del giudice di merito è stata ritenuta corretta.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Particolare tenuità del fatto: quando il ricorso è inammissibile

L’istituto della non punibilità per particolare tenuità del fatto, introdotto dall’articolo 131-bis del codice penale, rappresenta un importante strumento di deflazione processuale. Tuttavia, il suo corretto utilizzo è subordinato al rispetto di precisi requisiti sostanziali e processuali. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre l’opportunità di approfondire due aspetti cruciali: i termini per sollevare eccezioni procedurali e i criteri per l’applicazione di tale causa di non punibilità.

La vicenda analizzata riguarda un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, il cui ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per motivi che meritano un’attenta analisi.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine dalla condanna di un automobilista alla pena di un mese di arresto e 1.000 euro di ammenda, pronunciata dal Tribunale di Massa e successivamente confermata dalla Corte di Appello di Genova. Il reato contestato era la guida in stato di ebbrezza, previsto dall’articolo 186, comma 2, lettera b) del Codice della Strada.

L’imputato, tramite il suo difensore, ha deciso di impugnare la sentenza d’appello proponendo ricorso per cassazione, basandolo su due specifici motivi.

I Motivi del Ricorso e l’analisi sulla particolare tenuità del fatto

Il ricorso si fondava su due doglianze distinte:

1. Violazione di legge processuale: Si lamentava un’illegittima notifica del decreto di citazione per il giudizio d’appello, sostenendo la violazione degli articoli 159 e 161 del codice di procedura penale. Secondo la difesa, questo vizio avrebbe dovuto invalidare il procedimento di secondo grado.
2. Mancata applicazione della causa di non punibilità: Si contestava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto ai sensi dell’art. 131-bis del codice penale, una norma che avrebbe potuto escludere la punibilità del reato.

La Suprema Corte ha esaminato entrambi i motivi, giungendo a una declaratoria di inammissibilità.

L’Eccezione di Nullità: una Questione di Tempistica

Con riferimento al primo motivo, la Cassazione ha chiarito che la presunta nullità della notifica non rientrava tra le nullità assolute, ma configurava una nullità a ‘regime intermedio’. Questo significa che tale vizio doveva essere eccepito dall’imputato nel corso del giudizio di secondo grado, prima della sua conclusione. Poiché l’eccezione è stata sollevata per la prima volta solo con il ricorso per cassazione, è stata considerata tardiva e, di conseguenza, inammissibile. Questo principio sottolinea l’importanza di agire tempestivamente nel sollevare vizi procedurali, che altrimenti vengono sanati.

I Criteri per la Particolare Tenuità del Fatto

Per quanto riguarda il secondo motivo, la Corte ha ribadito i due requisiti che devono sussistere congiuntamente per poter applicare l’art. 131-bis c.p.:

* La particolare tenuità dell’offesa, da valutarsi sulla base delle modalità della condotta e dell’esiguità del danno o del pericolo.
* La non abitualità del comportamento.

La Corte ha specificato che la valutazione di questi elementi spetta al giudice di merito, il quale deve basarsi sui criteri direttivi dell’articolo 133 del codice penale. Nel caso specifico, la Cassazione ha ritenuto che la Corte d’Appello avesse correttamente evidenziato gli elementi fattuali che impedivano di considerare il fatto di particolare tenuità, rendendo la sua decisione incensurabile in sede di legittimità.

Le Motivazioni della Decisione

Le motivazioni alla base dell’ordinanza sono chiare e lineari. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché proposto con motivi non deducibili in quella sede. La tardività dell’eccezione procedurale ha reso il primo motivo inammissibile per una questione di rito. Il secondo motivo è stato rigettato perché la valutazione sulla sussistenza della particolare tenuità del fatto costituisce un apprezzamento di merito che, se logicamente motivato come nel caso di specie, non può essere rimesso in discussione davanti alla Corte di Cassazione, la quale è giudice di legittimità e non dei fatti.

Le Conclusioni

Questa ordinanza offre due importanti lezioni pratiche. In primo luogo, ribadisce un principio fondamentale del diritto processuale: le nullità non assolute devono essere eccepite nei tempi e nei modi previsti dalla legge, pena la decadenza. In secondo luogo, conferma che la valutazione sulla particolare tenuità del fatto è una prerogativa del giudice di merito. Il ricorso in Cassazione non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul fatto, ma deve limitarsi a censurare eventuali vizi di legittimità, come una motivazione mancante, illogica o contraddittoria, cosa che non è stata ravvisata in questo caso. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Quando va eccepita la nullità della notifica di un decreto di citazione in appello?
La nullità della notifica, se non è di tipo ‘assoluto’ ma ‘a regime intermedio’, deve essere eccepita durante il giudizio di secondo grado. Se sollevata per la prima volta in Cassazione, l’eccezione è tardiva e inammissibile.

Quali sono le condizioni per ottenere la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.)?
L’ordinanza chiarisce che devono sussistere congiuntamente due condizioni: la particolare tenuità dell’offesa (valutata in base alle modalità della condotta e all’esiguità del danno) e la non abitualità del comportamento dell’imputato.

Perché la Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi proposti erano infondati: l’eccezione procedurale era tardiva e la censura sull’applicazione dell’art. 131-bis non era ammissibile in sede di legittimità, in quanto il giudice di merito aveva correttamente motivato la sua decisione. La condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria è una conseguenza di legge dell’inammissibilità del ricorso.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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