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Omicidio colposo: ricorso generico inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza. I motivi del ricorso sono stati ritenuti generici e non in grado di scalfire la logica e coerente motivazione della sentenza di condanna della Corte d’Appello, sia sulla responsabilità penale sia sulla determinazione della pena.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Omicidio Colposo: la Cassazione Boccia il Ricorso Troppo Generico

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione affronta un caso di omicidio colposo aggravato dalla guida in stato di ebbrezza, offrendo importanti chiarimenti sui requisiti di ammissibilità del ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha stabilito che un’impugnazione basata su motivi generici, che non si confrontano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata, è destinata a essere dichiarata inammissibile.

La Vicenda Processuale

Un automobilista veniva condannato sia in primo grado che in appello per il reato di omicidio colposo, commesso in violazione delle norme sulla circolazione stradale, e per guida in stato di ebbrezza. Ritenendo ingiusta la condanna, la difesa proponeva ricorso per cassazione, affidandolo a due principali motivi di doglianza.

I Motivi del Ricorso

Il ricorrente lamentava, in primo luogo, una presunta contraddittorietà e manifesta illogicità nella motivazione della sentenza d’appello riguardo all’accertamento della sua responsabilità penale per il reato di omicidio colposo. In secondo luogo, contestava la mancanza e l’illogicità della motivazione in merito alla gestione delle circostanze del reato, con specifico riferimento all’articolo 69 del codice penale, che disciplina il giudizio di comparazione tra circostanze aggravanti e attenuanti.

Le motivazioni della Cassazione nel caso di omicidio colposo

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. La decisione si fonda su principi consolidati della giurisprudenza di legittimità.

La Genericità dei Motivi di Ricorso

Il punto centrale della decisione è la valutazione di totale genericità delle censure mosse dalla difesa. I giudici supremi hanno osservato che le argomentazioni del ricorrente erano prive di un reale confronto con le motivazioni sviluppate dalla Corte d’Appello. In altre parole, il ricorso si limitava a riproporre dubbi e contestazioni senza attaccare specificamente il percorso logico-giuridico che aveva portato alla condanna.

La Corte ha inoltre sottolineato come la pronuncia di secondo grado fosse esente da vizi logici, basata su corretti criteri di inferenza e fondata su “condivisibili massime di esperienza”, risultando pienamente convergente con la decisione del Tribunale di primo grado.

Il Trattamento Sanzionatorio e il Bilanciamento delle Circostanze

Anche la critica relativa alla determinazione della pena e al bilanciamento delle circostanze è stata respinta. La Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: il giudizio di comparazione tra circostanze opposte (aggravanti e attenuanti) costituisce una valutazione discrezionale tipica del giudice di merito. Tale valutazione non è sindacabile in sede di legittimità se non è frutto di mero arbitrio o di un ragionamento palesemente illogico.

Nel caso di specie, la Corte d’Appello aveva ritenuto adeguata la pena stabilita in primo grado e aveva giustificato la scelta di considerare equivalenti le circostanze, ritenendola la soluzione più idonea a realizzare l’adeguatezza della sanzione. Questa motivazione, seppur sintetica, è stata giudicata sufficiente dalla Cassazione, in quanto non illogica né arbitraria.

Le conclusioni: Le Implicazioni della Pronuncia

L’ordinanza conferma che per accedere al giudizio di Cassazione non basta esprimere un generico dissenso verso la sentenza di condanna. È necessario formulare motivi specifici, pertinenti e dettagliati, che mettano in luce le precise criticità (violazioni di legge o vizi di motivazione) del provvedimento impugnato. Un ricorso che si limita a contestazioni astratte o che non si misura con il tessuto argomentativo della decisione dei giudici di merito è destinato all’inammissibilità.

Inoltre, la pronuncia riafferma l’ampia discrezionalità del giudice di merito nella determinazione della pena e nel bilanciamento delle circostanze, un potere che può essere censurato in Cassazione solo in casi eccezionali di manifesta illogicità o arbitrarietà.

Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte ha ritenuto che le deduzioni della difesa fossero del tutto generiche e prive di un reale confronto con le argomentazioni sviluppate nella sentenza d’appello.

È possibile contestare in Cassazione la valutazione del giudice sul bilanciamento delle circostanze (art. 69 c.p.)?
Sì, ma solo se il giudizio di comparazione del giudice di merito risulta frutto di mero arbitrio o di un ragionamento palesemente illogico. In questo caso, la Corte ha ritenuto la motivazione sufficiente e non sindacabile.

Cosa significa che la sentenza della Corte d’Appello è ‘convergente’ con quella del Tribunale?
Significa che entrambe le sentenze di merito sono arrivate alla medesima conclusione di colpevolezza attraverso un percorso argomentativo coerente e condiviso, basato su corretti criteri di inferenza e massime di esperienza.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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