LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Legittimazione ricorso: quando il custode non può agire

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, custode di un cavallo sequestrato in un procedimento civile, contro un successivo sequestro probatorio in ambito penale. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione al ricorso dell’indagato. Secondo la Corte, il semplice custode giudiziario è un ausiliario del giudice e non vanta una posizione giuridica autonoma sul bene che gli consenta di chiederne la restituzione, presupposto necessario per l’impugnazione ai sensi dell’art. 325 c.p.p.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Legittimazione al Ricorso: La Cassazione Nega l’Appello al Custode Giudiziario

Una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 24405 del 2024, affronta un tema cruciale della procedura penale: la legittimazione al ricorso contro un provvedimento di sequestro probatorio. Il caso riguarda un indagato, nominato custode di un cavallo in un procedimento civile, che si vede negare il diritto di impugnare un successivo sequestro penale sullo stesso animale. La decisione chiarisce in modo netto i confini tra il ruolo di custode e la titolarità di un diritto che fonda la possibilità di agire in giudizio.

I Fatti del Caso: Un Cavallo Conteso e un Trasferimento all’Estero

La vicenda nasce da una controversia civile sulla proprietà di un cavallo di pregio. Nel corso di tale giudizio, il tribunale dispone il sequestro dell’animale e nomina come custode uno dei contendenti. Successivamente, quest’ultimo trasferisce il cavallo all’estero, giustificando la mossa con la necessità di sottoporlo a urgenti e delicate cure veterinarie.

Questo trasferimento innesca un procedimento penale a suo carico per le ipotesi di reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice (art. 388 c.p.) e furto aggravato. Il Pubblico Ministero, ritenendo il cavallo corpo del reato, emette un Ordine di Indagine Europeo per ottenerne il sequestro probatorio. L’indagato-custode si oppone, presentando un’istanza di riesame che viene rigettata. Decide quindi di ricorrere in Cassazione.

L’Impugnazione e la Posizione del Ricorrente

Davanti alla Suprema Corte, il ricorrente solleva diverse obiezioni, tra cui:
L’insussistenza del fumus commissi delicti*, sostenendo che il trasferimento era motivato da ragioni sanitarie e non dalla volontà di sottrarre il bene.
* Il difetto di legittimazione della persona che ha sporto querela.
* La non qualificabilità dell’animale come “corpo del reato”.
* La violazione del principio di proporzionalità della misura, dato che il luogo in cui si trovava l’animale era stato comunicato alle autorità.

La Decisione della Cassazione sulla Legittimazione al Ricorso

La Corte di Cassazione, tuttavia, non entra nel merito delle doglianze e dichiara il ricorso inammissibile per una ragione pregiudiziale: il difetto di legittimazione al ricorso del proponente. È questo il cuore della sentenza e il principio di diritto che ne emerge.

Le Motivazioni della Corte

La Corte fonda la sua decisione sull’interpretazione dell’art. 325 del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce che il ricorso per cassazione contro le ordinanze in materia di sequestro può essere proposto dal pubblico ministero, dall’imputato (e quindi dall’indagato) e dalla “persona cui le cose sequestrate devono essere restituite”.

Il punto focale è identificare chi sia questa “persona”. Secondo la giurisprudenza consolidata, non è chiunque abbia un generico interesse alla restituzione, ma solo colui che vanta una posizione giuridica autonoma e tutelabile sul bene. Questa posizione può derivare da un diritto soggettivo (come la proprietà) o da una situazione di fatto protetta dall’ordinamento (come il possesso).

Nel caso di specie, il ricorrente era stato nominato custode dal giudice civile. In tale veste, egli non è titolare di un diritto autonomo sul cavallo, ma è un mero ausiliario del giudice, con il compito di conservare il bene. La sua relazione con l’animale è funzionale al procedimento civile e priva di poteri autonomi. Di conseguenza, non rientra nella categoria di “persona che avrebbe diritto alla restituzione”.

Nemmeno la sua qualità di indagato è sufficiente a fondare la legittimazione. Sebbene l’indagato possa in astratto impugnare il sequestro, deve dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione. Tale interesse, secondo la Corte, presuppone un potere autonomo sulla cosa, che il semplice custode non possiede.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

La sentenza ribadisce un principio fondamentale: per poter contestare un sequestro, non basta essere coinvolti nel procedimento; è necessario avere un titolo giuridico qualificato sul bene. Il ruolo di custode giudiziario, pur implicando una detenzione materiale, non conferisce tale titolo. Questa pronuncia consolida la figura del custode come braccio operativo del giudice, privo di interessi propri da far valere in relazione al bene custodito. Le implicazioni pratiche sono significative: chiunque si trovi nella posizione di custode deve essere consapevole che la sua capacità di agire in giudizio per contestare misure cautelari reali sul bene è estremamente limitata, se non del tutto esclusa, qualora non possa vantare un concorrente e autonomo titolo di proprietà o possesso.

Un custode giudiziario può impugnare il sequestro penale del bene che ha in custodia?
No, secondo la sentenza, il custode giudiziario agisce come un mero ausiliario del giudice e non detiene una posizione giuridica autonoma sul bene (come la proprietà o il possesso). Pertanto, non ha la legittimazione a ricorrere per chiederne la restituzione.

Chi è legittimato a proporre ricorso contro un’ordinanza di sequestro?
Ai sensi dell’art. 325 c.p.p., la legittimazione spetta al pubblico ministero, all’imputato/indagato e alla ‘persona cui le cose sequestrate devono essere restituite’. Quest’ultima è identificata come il soggetto che vanta un diritto soggettivo (reale o personale) o una situazione di fatto tutelata sul bene, come il possesso.

La qualità di indagato è sufficiente per impugnare un sequestro?
L’indagato è astrattamente legittimato a impugnare, ma deve avere un interesse concreto e attuale che corrisponda alla restituzione del bene. Se l’indagato è un semplice custode senza alcun diritto autonomo sulla cosa sequestrata, difetta di tale interesse qualificato e il suo ricorso è inammissibile.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati