LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti del giudizio

La Corte di Cassazione dichiara l’inammissibilità di un ricorso contro una condanna per resistenza e lesioni. La decisione si fonda sul principio che il giudizio di legittimità non può rivalutare i fatti o le prove, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. L’inammissibilità del ricorso Cassazione ha comportato per il ricorrente la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Inammissibilità Ricorso Cassazione: Quando i Motivi Riguardano il Fatto

L’ordinanza n. 24425/2024 della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità, ribadendo un principio fondamentale del nostro sistema processuale. Quando un ricorso si concentra sulla ricostruzione dei fatti anziché sulla violazione di legge, la sua sorte è segnata: l’inammissibilità del ricorso in Cassazione. Questo caso, riguardante reati di resistenza e lesioni personali, illustra perfettamente perché la Suprema Corte non è un ‘terzo grado’ di merito.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una sentenza della Corte d’Appello di Napoli, che aveva confermato la responsabilità penale di un imputato per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali commesse ai danni degli stessi. L’imputato, non rassegnandosi alla condanna, ha proposto ricorso per Cassazione, cercando di ottenere un annullamento della decisione.

I Motivi del Ricorso e i Limiti del Giudizio di Legittimità

Il ricorrente ha basato la sua difesa su censure che, secondo la Suprema Corte, esulavano dai confini del giudizio di legittimità. I motivi del ricorso vertevano su:

1. Ricostruzione dei fatti e valutazione delle prove: L’imputato contestava il modo in cui i giudici di merito avevano interpretato gli eventi e valutato il materiale probatorio. Questo tipo di censura è tipico dei giudizi di primo e secondo grado, ma non è ammesso in Cassazione.
2. Accertamento del dolo: Veniva messa in discussione la motivazione della Corte d’Appello riguardo all’intenzionalità (dolo) nella condotta di resistenza, strettamente collegata alle lesioni provocate ai pubblici ufficiali.
3. Mancata concessione delle attenuanti generiche: Il ricorso lamentava il diniego delle circostanze attenuanti generiche, ritenendo la motivazione della Corte territoriale insufficiente.
4. Questione sulla recidiva: È stato sollevato un motivo relativo alla recidiva che, però, non era stato precedentemente dedotto nel giudizio di appello.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso in Cassazione con una motivazione netta e lineare. Gli Ermellini hanno chiarito che il ricorso introduceva censure non consentite, poiché miravano a una nuova valutazione del fatto e delle prove, attività di esclusiva competenza del giudice di merito. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza impugnata fosse congrua, adeguata, esente da vizi logici e basata su corretti criteri di inferenza.

Anche riguardo al dolo, la Corte ha giudicato la motivazione della Corte d’Appello adeguata. Le doglianze sulle attenuanti generiche sono state considerate inammissibili per la loro genericità (aspecificità), a fronte di una motivazione accurata da parte del giudice precedente. Infine, il motivo sulla recidiva è stato dichiarato inammissibile perché non sollevato nel precedente grado di giudizio.

Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità

La dichiarazione di inammissibilità del ricorso ha comportato, ai sensi dell’art. 616 del codice di procedura penale, due conseguenze dirette per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende. Questa decisione sottolinea l’importanza di formulare i ricorsi per Cassazione in modo tecnicamente corretto, concentrandosi esclusivamente su questioni di diritto (violazioni di legge o vizi di motivazione manifestamente illogici) e non tentando di ottenere una terza valutazione sul merito della vicenda.

Perché il ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché le censure sollevate non riguardavano violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti e delle prove, un’attività che non rientra nelle competenze della Corte di Cassazione.

Qual è la differenza tra giudizio di merito e giudizio di legittimità?
Il giudizio di merito (primo grado e appello) si occupa di ricostruire e valutare i fatti del caso. Il giudizio di legittimità (Cassazione) si limita a controllare che i giudici di merito abbiano applicato correttamente le norme di legge e che la loro motivazione sia logica e non contraddittoria.

Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
In base all’art. 616 c.p.p., la persona che ha presentato un ricorso dichiarato inammissibile viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro alla cassa delle ammende. In questo caso, la somma è stata fissata in 3.000 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati