LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Impugnazione sentenza non luogo a procedere: il ricorso

La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza di non luogo a procedere per un reato legato al reddito di cittadinanza. Il giudice di primo grado aveva archiviato il caso ritenendo il reato abrogato. La Cassazione, tuttavia, non è entrata nel merito, ma ha chiarito un punto procedurale fondamentale: l’impugnazione sentenza non luogo a procedere deve essere presentata come appello e non come ricorso diretto in Cassazione. Di conseguenza, ha riqualificato l’atto e trasmesso gli atti alla Corte d’Appello competente.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 28 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Impugnazione Sentenza Non Luogo a Procedere: Appello o Ricorso?

Nel complesso panorama del diritto processuale penale, la scelta del corretto mezzo di impugnazione è un passo cruciale che può determinare le sorti di un intero procedimento. Un errore in questa fase può comportare ritardi o, nei casi peggiori, l’inammissibilità dell’atto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un importante chiarimento sulla corretta via da seguire per l’impugnazione sentenza non luogo a procedere, sottolineando come, a seguito delle recenti riforme, la strada maestra sia quella dell’appello e non del ricorso diretto in Cassazione.

I Fatti del Caso: Un’Impugnazione Contro il Proscioglimento

Il caso trae origine da un procedimento penale per un reato legato a indebite percezioni del reddito di cittadinanza. Il Giudice dell’udienza preliminare (GUP) presso il Tribunale di Mantova aveva emesso una sentenza di non luogo a procedere. La motivazione del giudice si basava sulla convinzione che la norma incriminatrice fosse stata di fatto abrogata dalla legge di bilancio 2023, che ha soppresso il reddito di cittadinanza a partire dal 1° gennaio 2024.

Contro questa decisione, il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Brescia ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo una tesi opposta. Secondo il Procuratore, non si sarebbe verificata una vera e propria abolitio criminis (cancellazione del reato), bensì una successione di leggi nel tempo. Un successivo decreto-legge, infatti, aveva precisato che le norme penali relative al reddito di cittadinanza sarebbero rimaste in vigore per tutti i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023.

La Decisione della Corte: Riqualificazione del Ricorso

La Corte di Cassazione, pur riconoscendo l’ammissibilità del ricorso sotto il profilo dell’interesse ad agire del Pubblico Ministero, non è entrata nel merito della questione sostanziale (l’effettiva abrogazione del reato). L’attenzione dei giudici si è concentrata, invece, su un aspetto puramente procedurale: la correttezza del mezzo di impugnazione utilizzato.

La Suprema Corte ha stabilito che il ricorso per Cassazione era stato erroneamente proposto. In base alla normativa vigente, l’unico strumento per contestare una sentenza di non luogo a procedere è l’appello. Di conseguenza, la Corte ha disposto la riqualificazione del ricorso in appello e la trasmissione di tutti gli atti alla Corte d’Appello di Brescia, l’organo funzionalmente competente a decidere.

Le Motivazioni: Regole sull’impugnazione sentenza non luogo a procedere

La decisione della Cassazione si fonda sull’interpretazione dell’articolo 428 del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 103 del 2017 (la cosiddetta ‘Riforma Orlando’). Questa riforma ha cambiato radicalmente il sistema delle impugnazioni avverso le sentenze di proscioglimento emesse in udienza preliminare.

I giudici hanno ribadito un principio ormai consolidato nella loro giurisprudenza: dopo la riforma del 2017, la sentenza di non luogo a procedere è impugnabile soltanto mediante appello. Il ricorso immediato in Cassazione, conosciuto come ricorso per saltum e disciplinato dall’articolo 569 del codice di procedura penale, non è più un’opzione percorribile in questi casi. Tale facoltà è infatti limitata alle sentenze emesse al termine del giudizio di primo grado, e non a quelle che chiudono la fase dell’udienza preliminare.

La Corte ha quindi applicato il principio generale della conservazione degli atti giuridici, ‘convertendo’ l’impugnazione proposta nel mezzo corretto previsto dalla legge. Anziché dichiarare inammissibile il ricorso, ha preferito riqualificarlo come appello, garantendo così che la questione potesse essere esaminata nel merito dal giudice competente.

Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

L’ordinanza in esame rappresenta un monito fondamentale per tutti gli operatori del diritto. La scelta del mezzo di impugnazione non è mai una formalità, ma un requisito essenziale per la validità dell’atto. La vicenda dimostra che, per l’impugnazione sentenza non luogo a procedere, l’unica via corretta è l’appello. Tentare la via del ricorso diretto in Cassazione non porta a una pronuncia sul merito da parte della Suprema Corte, ma semplicemente a una riqualificazione e a una trasmissione degli atti al giudice d’appello, con un inevitabile allungamento dei tempi processuali. Per avvocati e procure, la lezione è chiara: la conoscenza delle regole procedurali è tanto importante quanto la padronanza del diritto sostanziale.

Contro una sentenza di non luogo a procedere è possibile fare direttamente ricorso in Cassazione?
No, la Corte di Cassazione ha chiarito che, a seguito delle modifiche introdotte dalla legge n. 103 del 2017 all’art. 428 del codice di procedura penale, la sentenza di non luogo a procedere è impugnabile soltanto mediante appello alla Corte d’Appello. Il ricorso immediato in Cassazione (cd. ‘ricorso per saltum’) non è ammissibile.

Cosa succede se si presenta un ricorso per Cassazione invece di un appello contro una sentenza di non luogo a procedere?
Il ricorso per Cassazione viene qualificato come appello e gli atti vengono trasmessi alla Corte d’Appello competente per il giudizio. L’impugnazione non viene dichiarata inammissibile ma viene ‘convertita’ nel mezzo di impugnazione corretto, in applicazione del principio di conservazione degli atti giuridici.

L’abrogazione della disciplina sul reddito di cittadinanza ha cancellato i reati connessi?
La Corte, in questa ordinanza, non si è pronunciata sul merito della questione, essendosi fermata all’aspetto procedurale. Tuttavia, dal testo emerge che la tesi del Procuratore Generale ricorrente era che non vi fosse stata una cancellazione del reato (abolitio criminis), poiché una norma successiva (d.l. n. 48 del 2023) ha previsto che le disposizioni penali continuino ad applicarsi per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2023.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati