Guida senza Patente: La Cassazione Annulla la Condanna per Depenalizzazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23823/2024, ha chiarito definitivamente le conseguenze della depenalizzazione del reato di guida senza patente. Questa pronuncia è di fondamentale importanza perché applica un principio cardine del nostro ordinamento penale: quello della retroattività della legge più favorevole al reo. Un cittadino, condannato anni fa per un fatto oggi non più considerato reato, ha visto la sua condanna penale cancellata, sebbene la sua condotta resti sanzionabile in via amministrativa.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza del Tribunale di Napoli del 2014. Tale sentenza aveva dichiarato un soggetto responsabile del reato di guida senza patente, un fatto accertato nel lontano 30 novembre 2009. All’epoca dei fatti, la condotta contestata costituiva una contravvenzione prevista dal Codice della Strada all’art. 116, comma 15.
Il difensore dell’imputato ha presentato ricorso in Cassazione, chiedendo l’annullamento della sentenza di condanna sulla base di un’argomentazione decisiva: la fattispecie di reato era stata nel frattempo depenalizzata.
La Svolta Normativa: La Depenalizzazione della Guida Senza Patente
Il punto centrale della questione giuridica risiede in una modifica legislativa intervenuta anni dopo la commissione del fatto. Con il Decreto Legislativo n. 8 del 15 gennaio 2016, entrato in vigore il 6 febbraio 2016, il legislatore ha trasformato la contravvenzione di guida senza patente in un illecito amministrativo.
Questo significa che, a partire da quella data, mettersi al volante senza aver mai conseguito la patente non è più un reato, ma una violazione amministrativa punita con una sanzione pecuniaria, seppur molto elevata.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza di condanna senza disporre un nuovo processo (annullamento senza rinvio). La decisione si fonda su un’applicazione diretta di un principio fondamentale del diritto penale.
Le Motivazioni della Sentenza
La motivazione della Corte è lineare e si basa sull’articolo 2, secondo comma, del Codice Penale. Questo articolo stabilisce il principio del favor rei, secondo cui nessuno può essere punito per un fatto che, in base a una legge successiva, non costituisce più reato. Se interviene una legge che abolisce il reato (c.d. abolitio criminis), il condannato ne ha beneficio con la cessazione dell’esecuzione della condanna e dei suoi effetti penali.
Nel caso specifico, la trasformazione del reato in illecito amministrativo equivale a un’abolizione del reato. Pertanto, la Corte di Cassazione non ha potuto fare altro che prendere atto della modifica normativa e annullare la condanna penale, perché “il fatto non è più previsto dalla legge come reato”.
Conclusioni e Implicazioni Pratiche
La sentenza chiarisce che una condanna penale non può sopravvivere alla depenalizzazione del reato per cui è stata emessa. Questo non significa, però, che la condotta resti impunita. La Corte, infatti, ha disposto la trasmissione degli atti al Prefetto di Napoli. Sarà quest’ultimo, in qualità di autorità amministrativa competente, a valutare se applicare la sanzione amministrativa oggi prevista per la guida senza patente. Per il cittadino, la conseguenza più rilevante è la cancellazione della condanna dal casellario giudiziale, con tutti i benefici che ne derivano in termini di “fedina penale pulita”.
Perché la condanna per guida senza patente è stata annullata?
La condanna è stata annullata perché il reato di guida senza patente, contestato per un fatto del 2009, è stato depenalizzato con il D.Lgs. n. 8/2016. La Corte ha applicato il principio della legge più favorevole al reo, secondo cui nessuno può essere punito per un fatto che una legge successiva non considera più reato.
L’annullamento della condanna penale significa che il conducente non subirà alcuna conseguenza?
No. L’annullamento riguarda solo la rilevanza penale del fatto. La Corte di Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti al Prefetto competente, il quale potrà procedere con l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista dalla normativa attuale.
Qual è il principio giuridico fondamentale applicato dalla Corte?
Il principio applicato è quello sancito dall’art. 2, comma 2, del Codice Penale, noto come favor rei o retroattività della legge più favorevole. Questo principio stabilisce che se una legge successiva abolisce un reato, la condanna per quel reato deve essere revocata, cessandone l’esecuzione e gli effetti penali.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 23823 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 23823 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 15/05/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da: NOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/04/2014 del TRIBUNALE di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto
Visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminato il ricorso proposto a mezzo del difensore da NOME, ritenuto responsabile del reato di guida senza patente (art. 116 d.lgs. 285/92), fatto accertato il 30/11/2009.
Rilevato che il ricorrente invoca l’annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per essere la fattispecie di reato depenalizzata.
Letta la memoria difensiva in cui si insiste nell’accoglimento del ricorso.
Rilevato che la contravvenzione di cui all’art. 116, comma 15, cod. strada è stata trasformata in illecito amministrativo dall’art. 1, comma 1, d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 8, in vigore dal 6 febbraio 2016.
Ritenuto che la sentenza impugnata va, pertanto, annullata senza rinvio in relazione alla contravvenzione anzidetta, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, secondo la previsione dell’art. 2, comma secondo, cod. pen.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Dispone la trasmissione di copia della sentenza al Prefetto di Napoli per quanto di eventuale competenza.
Così deciso il 15 maggio 2024