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Gravità indiziaria: Cassazione e limiti del ricorso

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro la custodia cautelare per associazione a delinquere. La sentenza ribadisce che il concetto di gravità indiziaria, sufficiente per le misure cautelari, si basa su una seria probabilità e non sulla certezza della colpevolezza. Il ricorso non può mirare a una nuova valutazione dei fatti, ma solo a censure di legittimità.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Gravità Indiziaria e Misure Cautelari: Quando il Ricorso in Cassazione è Inammissibile

La recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Penale, n. 24604 del 2024, offre un’importante lezione sui limiti del ricorso avverso le misure cautelari e sul concetto di gravità indiziaria. Questa decisione chiarisce in modo netto la differenza tra la valutazione richiesta per l’applicazione di una misura restrittiva della libertà personale e quella necessaria per una sentenza di condanna definitiva, delineando i confini del sindacato di legittimità.

I Fatti del Caso

Il caso riguarda un individuo sottoposto alla misura della custodia cautelare in carcere dal Tribunale del Riesame di una grande città del Sud Italia. L’accusa era quella di partecipazione a un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, operante come costola di un più vasto e noto clan criminale.

Le prove a suo carico si basavano principalmente su tre pilastri:
1. Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, che lo aveva riconosciuto in foto e indicato come referente per la gestione dello spaccio e della contabilità in una specifica piazza.
2. L’analisi di conversazioni intercettate, da cui emergeva il suo coinvolgimento nel ritiro dei proventi illeciti e nella gestione delle forniture di droga, utilizzando un linguaggio convenzionale per mascherare le attività.
3. Controlli sul territorio, che confermavano le sue frequentazioni con altri esponenti di spicco del sodalizio.

In una conversazione, l’indagato offriva persino il sostegno del gruppo a un altro soggetto dopo l’arresto di un correo, dimostrando un chiaro senso di appartenenza (affectio societatis).

I Motivi del Ricorso e la questione sulla gravità indiziaria

L’indagato, tramite il suo difensore, ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando una violazione di legge e un vizio di motivazione. La difesa sosteneva che le prove raccolte non raggiungessero la soglia della gravità indiziaria necessaria per giustificare la misura cautelare. In particolare, si contestava:

* Il carattere generico delle accuse del collaboratore di giustizia.
* Il contrasto tra le dichiarazioni di questo collaboratore e quelle di altri, che non avevano menzionato l’indagato come responsabile delle piazze di spaccio.
* L’insufficienza delle conversazioni intercettate a dimostrare un profilo partecipativo stabile e duraturo all’interno dell’associazione.

In sostanza, il ricorso mirava a una riconsiderazione complessiva del materiale probatorio, proponendo una lettura alternativa dei fatti.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato e volto a ottenere una rivalutazione dei fatti, compito che esula dalle sue competenze.

Il cuore della decisione risiede nella netta distinzione tra il giudizio cautelare e quello di merito. La Corte ha ribadito i seguenti principi fondamentali:

1. Limiti del Controllo di Legittimità: Il ricorso per cassazione contro un’ordinanza cautelare è ammissibile solo se denuncia una violazione di specifiche norme di legge o una manifesta illogicità della motivazione. Non può, invece, trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito, proponendo una diversa interpretazione delle prove già vagliate dal Tribunale del Riesame.

2. Differenza tra Indizi e Prove: Il termine “indizi” usato nell’art. 273 c.p.p. per le misure cautelari ha un significato diverso da quello dell’art. 192 c.p.p. per la condanna. Nel primo caso, si parla di gravità indiziaria come “seria probabilità” di colpevolezza, un giudizio probabilistico adeguato alla fase preliminare del procedimento. Per la condanna, invece, è richiesta la certezza “al di là di ogni ragionevole dubbio”, basata su prove concrete.

3. Coerenza del Quadro Probatorio: Il Tribunale del Riesame aveva costruito un percorso motivazionale logico e coerente. Le dichiarazioni del collaboratore sono state ritenute credibili e corroborate da plurimi riscontri oggettivi: le conversazioni intercettate, i controlli sul territorio e le frequentazioni stabili con figure apicali del gruppo. Questo insieme di elementi, valutato complessivamente, era più che sufficiente a integrare la gravità indiziaria richiesta per la misura.

La Corte ha inoltre specificato che, ai fini della partecipazione a un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, non è decisiva la durata dell’osservazione delle condotte, che può essere anche breve, purché emerga l’esistenza di un sistema collaudato a cui l’agente ha fatto riferimento.

Le Conclusioni

La sentenza in esame consolida un orientamento giurisprudenziale cruciale: il ricorso in Cassazione non è la sede per rimettere in discussione l’analisi dei fatti compiuta dai giudici di merito nella fase cautelare. Il controllo della Suprema Corte è circoscritto alla verifica della legalità e della logicità del ragionamento seguito, senza poter entrare nel merito del significato delle singole prove.

Questa pronuncia riafferma con forza che la valutazione della gravità indiziaria risponde a una logica di probabilità qualificata, funzionale alle esigenze preventive delle misure cautelari, e non deve essere confusa con l’accertamento pieno della responsabilità penale, che appartiene alla fase del giudizio dibattimentale. Un principio essenziale per garantire l’equilibrio tra i diritti fondamentali dell’individuo e le esigenze di sicurezza della collettività.

È possibile contestare la valutazione dei fatti di un’ordinanza cautelare con un ricorso in Cassazione?
No, il ricorso per cassazione avverso un provvedimento cautelare non può mirare a una nuova valutazione dei fatti o a una diversa interpretazione delle prove. Il controllo della Corte è limitato alla violazione di legge e alla manifesta illogicità della motivazione.

Qual è la differenza tra “gravità indiziaria” per una misura cautelare e la prova per una condanna?
La “gravità indiziaria”, richiesta per applicare una misura cautelare, si basa su un giudizio di seria probabilità di colpevolezza. La prova per una condanna, invece, richiede un accertamento della responsabilità “al di là di ogni ragionevole dubbio”, quindi un livello di certezza molto più elevato.

Le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia sono sufficienti per una misura cautelare?
Sì, possono essere sufficienti se ritenute credibili e, come nel caso di specie, sono riscontrate da altri elementi di prova (come intercettazioni e controlli sul territorio) che, nel loro insieme, creano un quadro probatorio coerente e solido, idoneo a fondare un giudizio di gravità indiziaria.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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