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Estinzione oltraggio: quando la scusa non basta

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un’imputata condannata per oltraggio a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che una lettera di scuse generica e un’offerta di risarcimento di importo minimo non sono sufficienti per ottenere l’estinzione del reato. La decisione sull’estinzione oltraggio pubblico ufficiale è rimessa alla valutazione discrezionale del giudice di merito, che deve considerare tutte le circostanze del caso concreto. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato e meramente riproduttivo di censure già respinte.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Estinzione oltraggio pubblico ufficiale: lettera di scuse e risarcimento minimo non sono sufficienti

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per l’applicazione della causa di estinzione oltraggio pubblico ufficiale prevista dall’art. 341-bis del Codice Penale. La Suprema Corte ha stabilito che una lettera di scuse generica e un’offerta di risarcimento di importo esiguo non sono, di per sé, sufficienti a estinguere il reato, confermando l’ampia discrezionalità del giudice di merito nel valutare l’adeguatezza della riparazione.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dalla condanna di una persona per il reato di oltraggio a un pubblico ufficiale, ai sensi dell’art. 341-bis c.p. In sede di appello, la difesa aveva chiesto che il reato fosse dichiarato estinto, sostenendo che l’imputata avesse provveduto a una forma di riparazione. Nello specifico, era stata inviata una lettera di scuse e proposta una somma a titolo di risarcimento, di importo minimo, destinata unicamente all’Arma dei Carabinieri.

La Corte d’Appello aveva respinto tale richiesta, ritenendo l’atto riparatorio non adeguato. Contro questa decisione, l’imputata ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando l’omessa declaratoria di estinzione del reato.

La Decisione della Corte e l’Estinzione Oltraggio Pubblico Ufficiale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto il motivo del ricorso una semplice riproposizione di una censura già correttamente esaminata e respinta dalla Corte d’Appello. Inoltre, il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato.

La Corte ha sottolineato che la decisione del giudice di merito di escludere la causa di estinzione era basata su una motivazione logica e priva di vizi. Di conseguenza, ha confermato la condanna e ha aggiunto il pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni della Decisione

Il fulcro della decisione risiede nell’interpretazione del terzo comma dell’art. 341-bis c.p. La Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: l’applicazione della causa di estinzione oltraggio pubblico ufficiale non è un automatismo conseguente a un qualsiasi atto di riparazione. Al contrario, è rimessa all’apprezzamento discrezionale del giudice.

Il giudice di merito ha il compito di valutare, alla luce di tutte le circostanze del caso concreto, se la riparazione offerta sia effettivamente adeguata. Nel caso specifico, sono stati considerati insufficienti:

1. Una lettera di scuse generica: non è stata ritenuta espressione di un reale e sincero pentimento.
2. Un risarcimento di importo minimale: l’esiguità della somma offerta è stata interpretata come un tentativo formale e non sostanziale di riparare al danno causato.

La motivazione della Corte d’Appello è stata considerata del tutto logica e immune da vizi sindacabili in sede di legittimità. Viene così confermato che per estinguere il reato di oltraggio non basta un gesto superficiale, ma è necessaria una riparazione che il giudice, nella sua discrezionalità, ritenga congrua e sincera.

Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche

Questa ordinanza consolida un orientamento giurisprudenziale rigoroso in materia di estinzione oltraggio pubblico ufficiale. La decisione chiarisce che chi commette tale reato non può sperare di cavarsela con un gesto puramente formale. La riparazione deve essere seria, concreta e proporzionata alla gravità del fatto.

In pratica, per poter beneficiare della causa di estinzione, l’imputato deve dimostrare un pentimento genuino e offrire un risarcimento che sia ritenuto congruo dal giudice. La valutazione di quest’ultimo è insindacabile in Cassazione se, come nel caso di specie, è supportata da una motivazione logica e coerente. La declaratoria di inammissibilità con condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria serve inoltre da monito contro la proposizione di ricorsi pretestuosi e meramente dilatori.

Una semplice lettera di scuse è sufficiente per estinguere il reato di oltraggio a pubblico ufficiale?
No. Secondo la Corte, una lettera di scuse definita “generica”, specialmente se accompagnata da un’offerta di risarcimento di importo minimale, non è di per sé sufficiente. La valutazione sulla sincerità e adeguatezza della riparazione spetta al giudice.

L’applicazione della causa di estinzione del reato di oltraggio è un atto automatico a seguito di un’offerta di risarcimento?
No, non è automatica. L’applicazione della causa di estinzione prevista dall’art. 341-bis, comma 3, del codice penale è rimessa all’apprezzamento discrezionale del giudice di merito, che deve considerare tutte le circostanze specifiche del caso concreto.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene giudicato inammissibile e infondato?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, come in questo caso, la Corte non esamina il merito della questione. Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, come sanzione per aver adito la Corte con un ricorso privo dei requisiti di legge.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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