LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Obbligazione propter rem: no del Comune a soci

Un Comune ha citato in giudizio gli assegnatari di alloggi di una cooperativa edilizia per ottenere il pagamento di un conguaglio sul costo dei suoli. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Comune, chiarendo che tale debito non costituisce un’obbligazione propter rem. In assenza di un’esplicita clausola nella convenzione originaria o di un accollo del debito da parte degli acquirenti, l’unico soggetto tenuto al pagamento resta la cooperativa che ha stipulato l’accordo con l’ente locale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 29 novembre 2025 in Diritto Civile, Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Obbligazione propter rem: chi paga i costi extra in edilizia convenzionata?

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17326/2024, affronta una questione cruciale per chi acquista un immobile da una cooperativa edilizia: chi è tenuto a pagare i conguagli sul costo dei suoli richiesti dal Comune a distanza di anni? La risposta non è scontata e la Suprema Corte fornisce un’interpretazione rigorosa del concetto di obbligazione propter rem, escludendone l’applicazione automatica in questi contesti e tutelando gli acquirenti finali.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine da una convenzione stipulata tra un Comune e una Società Cooperativa Edilizia per la realizzazione di un programma costruttivo di 55 alloggi in un’area PEEP (Piano per l’Edilizia Economica e Popolare). Anni dopo, il Comune ha convenuto in giudizio non la cooperativa, ma i singoli soci assegnatari degli alloggi, chiedendo loro il pagamento pro quota di una somma residua dovuta per la realizzazione delle strade del comparto.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno respinto la domanda del Comune. I giudici di merito hanno stabilito che l’unico soggetto legittimato passivo, ovvero l’unico obbligato al pagamento, fosse la Cooperativa, in quanto parte firmataria della convenzione originaria. Gli assegnatari, secondo i giudici, erano estranei a tale accordo e non potevano essere chiamati a rispondere direttamente.

La tesi del Comune e l’obbligazione propter rem

Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione, basando la sua difesa su due argomenti principali. In primo luogo, ha sostenuto che l’obbligo di pagamento del conguaglio dovesse trasferirsi automaticamente agli assegnatari finali in virtù del principio del “perfetto pareggio economico” previsto dalla normativa sull’edilizia convenzionata (L. 865/1971). In secondo luogo, ha qualificato tale obbligo come una obbligazione propter rem, ossia un’obbligazione strettamente legata alla proprietà dell’immobile, che si trasferisce con esso a ogni nuovo proprietario.

Secondo l’ente locale, la trascrizione della convenzione originaria rendeva l’obbligo opponibile a tutti i successivi acquirenti, i quali erano a conoscenza della possibilità di dover integrare il prezzo di acquisto. La natura reale dell’obbligazione avrebbe quindi determinato la legittimazione passiva degli attuali proprietari degli immobili.

Le Motivazioni della Decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune, offrendo importanti chiarimenti. I giudici hanno stabilito che l’obbligazione di pagare il conguaglio del prezzo delle aree non si trasferisce automaticamente dalla cooperativa concessionaria agli acquirenti delle singole unità immobiliari. Perché ciò avvenga, sono necessarie due condizioni, che nel caso di specie mancavano:

1. Previsione nella Convenzione Originaria: La convenzione stipulata tra Comune e Cooperativa avrebbe dovuto contenere una clausola specifica che prevedesse il trasferimento dell’obbligo di pagamento in capo ai futuri acquirenti.
2. Accollo del Debito: In alternativa, gli acquirenti avrebbero dovuto assumersi esplicitamente tale debito (tramite un atto di “accollo”) nei rispettivi atti di acquisto.

La Cassazione ha sottolineato che le obbligazioni propter rem sono tipiche e devono essere previste espressamente dalla legge. L’art. 35 della L. 865/1971, pur mirando a un equilibrio economico, non istituisce automaticamente un’obbligazione di questo tipo per i conguagli sul costo dei suoli. La semplice trascrizione della convenzione non è sufficiente a creare un obbligo che la convenzione stessa non prevedeva a carico dei terzi.

Inoltre, la Corte ha distinto nettamente il caso in esame da quello degli oneri di urbanizzazione, che in certe circostanze possono avere natura di obbligazione propter rem. Qui, la pretesa del Comune riguardava il costo dei suoli, una questione di natura contrattuale tra l’ente e la cooperativa.

Conclusioni

La sentenza stabilisce un principio di certezza giuridica a tutela degli acquirenti di immobili in edilizia convenzionata. L’obbligo di integrare il prezzo di acquisto per maggiori costi sostenuti per i suoli non può essere richiesto direttamente agli assegnatari finali se non è stato specificamente pattuito. L’unico debitore rimane il soggetto che ha firmato la convenzione originaria con il Comune, ovvero la cooperativa costruttrice. Per i proprietari, ciò significa che non possono essere chiamati a rispondere di debiti pregressi della cooperativa, a meno che non li abbiano espressamente assunti nel loro atto di compravendita.

L’acquirente di un immobile in edilizia convenzionata è sempre tenuto a pagare i conguagli sul costo del suolo richiesti dal Comune?
No. Secondo la sentenza, l’acquirente è tenuto a pagare tali conguagli solo se questo obbligo è esplicitamente previsto nella convenzione originaria tra Comune e costruttore e trasferito agli acquirenti, oppure se l’acquirente ha espressamente assunto tale debito (accollo) nel proprio atto di acquisto.

Un’obbligazione di pagamento può essere considerata ‘propter rem’ anche se non è specificato dalla legge?
No. La Corte di Cassazione chiarisce che le obbligazioni propter rem sono tipiche, cioè devono essere previste espressamente da una norma di legge. Non possono essere create per via interpretativa o estese a casi non previsti.

Cosa è necessario affinché l’obbligo di pagamento del conguaglio si trasferisca dalla cooperativa costruttrice ai singoli soci assegnatari?
È necessario che la trasmissione dell’obbligo sia prevista nell’atto di convenzione tra il Comune e la cooperativa, oppure che vi sia un’esplicita convenzione di accollo del debito tra la cooperativa (debitore originario) e il singolo socio (terzo), a cui il Comune (creditore) può aderire.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)

Articoli correlati