E’ sufficiente che sia respinta la censura relativa anche ad una sola ragione perché il motivo di impugnazione debba essere respinto nella sua interezza

Ove una sentenza (o un capo di questa) si fondi su più ragioni, tutte autonomamente idonee a sorreggerla, è necessario, per giungere alla cassazione della pronunzia, non solo che ciascuna di esse abbia formato oggetto di specifica censura, ma anche che il ricorso abbia esito… Leggi di più

In sede di appello è facoltà del Consiglio Nazionale Forense correggere la motivazione

La violazione, da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, dell’art. 2 del codice deontologico forense non comporta la nullità della decisione da questo adottata in quanto è facoltà del Consiglio Nazionale in sede di appello correggere la motivazione (e procedere alla valutazione complessiva delle condotte… Leggi di più

Legittimazione passiva della Camera di Commercio nelle controversie attinenti alla legittimità della cancellazione dagli elenchi degli esercenti il commercio

In merito alle controversie attinenti alla legittimità della cancellazione dagli elenchi degli esercenti il commercio, la Suprema Corte ha individuato la legittimazione passiva della Camera di commercio presso cui opera la competente commissione provinciale per gli elenchi nominativi. La legge 11 giugno 1971, n. 426… Leggi di più

La deroga, e quindi la facoltà di prosecuzione del rapporto di lavoro, è ammessa soltanto per il tempo strettamente necessario al raggiungimento dell’anzianità minima per il diritto a pensione

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale 282/1991, la disposizione, art. 4 primo comma del dpr 29 dicembre 1973 n. 1092, che dispone la cessazione dal servizio per gli impiegati al compimento del sessantacinquesimo anno di età, non è stata cancellata dall’ordinamento, ma è stata… Leggi di più

Responsabilità ex art. 2087 c.c., lesioni personali del lavoratore, cattivo funzionamento di una macchina riparata da tecnico qualificato, esclusione

L’art. 2087 c.c. imputa all’imprenditore-datore di lavoro i danni all’integrità fisica ed alla personalità morale del lavoratore non secondo un criterio di responsabilità oggettiva bensì in base a negligenza, imperizia, imprudenza o violazione di specifiche norme, restando a suo carico la prova liberatoria ex. art.… Leggi di più

L’indennità sostitutiva deriva dall’illegittimità del licenziamento e sorge contemporaneamente al diritto alla reintegrazione

L’indennità prevista dal quinto comma dell’art. 18 della legge n. 300 del 1970, nel testo modificato dall’art. 1 della legge n. 108 del 1990, si inserisce, in connessione con il diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro, in un rapporto obbligatorio avente la struttura di… Leggi di più

E’ valida ed efficace l’opzione per l’indennità sostitutiva esercitata prima del deposito della sentenza che ha accertato l’illegittimità del licenziamento ed ha disposto la reintegrazione

Il testo del quinto comma dell’art. 18 della legge n. 300 del 1970, nella parte in cui stabilisce che, qualora il lavoratore non abbia richiesto entro trenta giorni dalla comunicazione del deposito della sentenza il pagamento dell’indennità in sostituzione della reintegrazione, il rapporto di lavoro… Leggi di più

Non è necessaria la previsione ed affissione del codice disciplinare nel pubblico impiego privatizzato

L’art. 7, primo comma, legge 300/1970 prescrive l’affissione in luogo visibile a tutti delle norme disciplinari vigenti all’interno dell’impresa e ha per scopo di rendere conoscibili a tutti i lavoratori non soltanto le singole fattispecie di illecito ma anche le relative sanzioni, in modo che… Leggi di più