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Codice Civile
Codice Penale

Interdizione, ambito delle misure di protezione

Interdizione è divenuta nell’ambito delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, un provvedimento di portata residuale.

Pubblicato il 23 June 2021 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI CROTONE

Sezione civile

Il Tribunale di Crotone, in composizione collegiale, nelle persone dei seguenti Magistrati:

pronuncia la seguente

SENTENZA n. 579/2021 pubblicata il 18/06/2021

nella causa civile iscritta al R.G. n. /2020 trattenuta in decisione all’udienza del 15.04.2021, vertente

TRA

XXX (C.F.); YYY (C.F.); ZZZ (C.F.); KKK (C.F.); JJJ (C.F.); OOO (C.F.); PPP (C.F.); EEE (C.F.); LLL (C.F.); ZZZ (C.F.); III

(), tutti rappresentati e difesi dall’Avv.;

RICORRENTE

E

SSS (C.F.);

RESISTENTE CONTUMACE

e con l’intervento del PUBBLICO MINISTERO.

Oggetto: interdizione.

Conclusioni: come in atti.

RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO

Con ricorso depositato in data 11.09.2020, XXX, YYY, ZZZ, KKK, JJJ, OOO, PPP, EEE, LLL, ZZZ e III hanno chiesto volersi dichiarare l’interdizione di SSS, moglie e madre dei ricorrenti, la quale è affetta da sindrome di Alzheimer e versa in condizioni di grave infermità mentale e fisica che la rendono assolutamente incapace di provvedere ai propri interessi patrimoniali e non patrimoniali.

Verificata la regolare instaurazione del contraddittorio e sentita l’interdicenda, all’udienza del 15.04.2021 la causa è stata rimessa al Collegio per la decisione.

Preliminarmente deve essere dichiarata la contumacia di SSS, regolarmente citata e non comparsa.

Nel merito, la domanda di interdizione deve essere rigettata.

La disciplina contenuta nella L. n. 6 del 2004, che ha introdotto l’istituto dell’amministrazione di sostegno, affida al giudice il compito di individuare l’istituto che, da un lato, garantisca all’incapace la tutela più adeguata alla fattispecie e, dall’altro, limiti nella minore misura possibile la sua capacità. Solo se non ravvisi interventi di sostegno idonei ad assicurare all’incapace siffatta protezione, il giudice può ricorrere alle ben più invasive misure dell’inabilitazione o dell’interdizione, che attribuiscono uno status di incapacità, estesa per l’inabilitato agli atti di straordinaria amministrazione e per l’interdetto anche a quelli di amministrazione ordinaria (Corte Cost. 440/2005).

L’interdizione è divenuta, dunque, nell’ambito delle misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia, un provvedimento di portata residuale, occorrendo perseguire, nella individuazione della misura più conforme alle esigenze dell’interessato, l’obiettivo della minore limitazione possibile della sua capacità di agire (cfr. Cass. 4866/10).

In particolare, l’ambito di applicazione dell’amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma piuttosto alla maggiore idoneità di tale strumento ad adeguarsi alle esigenze di detto soggetto, in relazione alla sua flessibilità ed alla maggiore agilità della relativa procedura applicativa. Nell’applicazione di tale criterio deve tenersi conto in via prioritaria del tipo di attività che deve essere compiuta per conto del beneficiario, nel senso che ad un’attività minima, estremamente semplice, e tale da non rischiare di pregiudicare gli interessi del soggetto – vuoi per la scarsa consistenza del patrimonio disponibile, vuoi per la semplicità delle operazioni da svolgere (attinenti, ad esempio, alla gestione ordinaria del reddito da pensione) e per l’attitudine del soggetto protetto a non porre in discussione i risultati dell’attività di sostegno nei suoi confronti – corrisponderà l’amministrazione di sostegno, mentre si potrà ricorrere all’interdizione quando si tratta di gestire un’attività di una certa complessità, da svolgere in una molteplicità di direzioni, ovvero nei casi in cui appaia necessario impedire al soggetto da tutelare di compiere atti pregiudizievoli per sé, eventualmente anche in considerazione della permanenza di un minimum di vita di relazione che porti detto soggetto ad avere contatti con l’esterno (cfr. Cass. 22332/11, 13584/06).

Nel caso di specie, non emerge dalle allegazioni di parte ricorrente che la convenuta possa trovarsi, a cagione della patologia dalla quale è affetta, in situazioni pericolose per il proprio patrimonio (non essendo emerso che la gestione degli interessi patrimoniali dell’interessata richieda il compimento di operazioni complesse) né per la propria persona.

Sulla scorta di tali considerazioni, ritiene il Tribunale che non ricorrano i presupposti per l’interdizione, ben potendo la meno invasiva misura dell’amministrazione di sostegno rispondere alle esigenze di cura e di tutela della sig.ra .

La domanda deve pertanto essere rigettata.

Nulla sulle spese.

P.Q.M.

Il Tribunale di Crotone, nella superiore composizione collegiale, ogni ulteriore istanza, deduzione ed eccezione disattesa e/o assorbita così provvede: – rigetta la domanda di interdizione;

– dispone la trasmissione degli atti al giudice tutelare in sede affinché valuti l’opportunità di provvedere alla nomina di amministratore di sostegno in favore di SSS, nata a Crotone il 26.07.1959.

Così deciso in Crotone, nella camera di consiglio del 17.06.2021.

Il Giudice estensore                                                                                Il Presidente

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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