Spedizione per via postale di un assegno e pagamento a soggetto non legittimato

Non vi è dubbio che il rischio del trafugamento e della successiva alterazione di un assegno inviato per posta ordinaria costituisca nozione di comune esperienza.

Tuttavia, la violazione delle norme generali di cautela sulle modalità di spedizione postale di un titolo di credito, già riempito in ogni suo elemento formale e munito della clausola di non trasferibilità, nel caso in cui il controllo sulla contraffazione e alterazione dell’assegno sia essenzialmente e autonomamente affidato alla banca negoziatrice, tenuta alla verifica formale della genuinità del titolo presentato all’incasso dal sedicente beneficiario e della sua corretta circolazione, non ha adeguata incidenza nella fase di ricostruzione della serie causale giuridicamente rilevante ai fini della valutazione della responsabilità della banca negoziatrice e dell’eventuale concorso del creditore ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c., non potendosi risalire all’infinito nell’individuazione della serie causale e dovendosi far riferimento alla causa prossima di cui all’art. 1223 c.c., ove il pagamento errato deriva dalla mancata attività di controllo demandata alla banca negoziatrice.

Conseguentemente, ove il titolo di credito, munito di clausola di non trasferibilità, sia stato emesso regolarmente dal titolare emittente ed affidato al servizio postale per il recapito alla parte legittimata all’incasso, in caso di trafugamento e alterazione deve escludersi valenza eziologica alla intera sequenza causale emissione – spedizione – contraffazione – presentazione all’incasso – controllo – negoziazione che ha condotto al pagamento a soggetto non legittimato da parte della banca negoziatrice e, ai fini della responsabilità di quest’ultima, assume invece esclusiva rilevanza la serie causale di presentazione – controllo – pagamento a soggetto non legittimato, autonomamente affidata alla diligenza qualificata della banca negoziatrice.

Ne deriva che in materia di spedizione, per via postale ordinaria, di un titolo di credito pagabile all’ordine, munito della clausola di non trasferibilità, ove il pagamento a soggetto non legittimato sia attribuibile a negligenza della banca negoziatrice, ai fini della valutazione comparativa dell’incidenza o meno della colpa del creditore emittente nella determinazione del danno, da accertare in concreto e alla luce del principio di causalità adeguata in relazione all’art. 1227, comma 1, c.c., non rilevano né il rischio generico assunto dall’emittente nell’affidarsi al servizio postale ordinario, né le modalità con le quali è stato spedito il plico postale.

Corte di Cassazione – Sezione III – Ordinanza 17 gennaio 2019 n. 1049

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